Collabora & Innova Lombardia 2026 è il bando di Regione Lombardia per progetti complessi di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale realizzati in partenariato da imprese e Organismi di Ricerca. La misura prevede contributi a fondo perduto fino a 5 milioni di euro per progetto, con budget minimo pari a 3.500.000 euro.
Il bando Collabora e Innova Lombardia si rivolge a partenariati strutturati, composti da 3 a 8 soggetti indipendenti, con almeno una PMI e un Organismo di Ricerca. Le domande possono essere presentate dal 25 giugno 2026 alle ore 10:30 fino al 22 settembre 2026 alle ore 15:00.
In pratica, è uno dei principali bandi Lombardia 2026 per imprese, PMI e Organismi di Ricerca che vogliono sviluppare progetti R&S in partenariato.
La candidatura va presentata tramite piattaforma regionale, ma il vero lavoro inizia prima: partenariato, ruoli, budget, S3, DNSH e sostenibilità finanziaria devono essere coerenti tra loro.
Non basta avere partner e budget.
Serve un progetto collaborativo credibile, difendibile e gestibile nel tempo.
Puoi verificare gli aggiornamenti sulla pagina ufficiale del bando Collabora & Innova – Seconda Edizione.
Cos’è il bando Collabora & Innova Lombardia 2026
Collabora & Innova Lombardia 2026 finanzia grandi progetti collaborativi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, realizzati da imprese e Organismi di Ricerca in Lombardia. Il bando sostiene innovazioni di prodotto o processo, con attenzione alla Strategia S3 regionale, al trasferimento tecnologico e alla capacità di generare impatto industriale.
A cosa serve la misura
La misura serve a sostenere progetti R&S complessi, non attività ordinarie di innovazione.
L’obiettivo è favorire la collaborazione tra imprese, università, centri di ricerca e altri soggetti dell’ecosistema lombardo, per sviluppare soluzioni tecnologiche con un livello di ambizione elevato.
Il bando è pensato per progetti che richiedono competenze diverse, budget importanti e una governance strutturata.
Non è una misura per sperimentazioni isolate.
È uno strumento per progetti collaborativi ad alta complessità.
Perché il partenariato è il cuore del bando
Il partenariato non è un requisito formale da soddisfare a fine candidatura. È la struttura portante del progetto.
Ogni partner deve avere un ruolo chiaro, un budget proporzionato, attività coerenti e responsabilità definite. La presenza di una PMI e di un Organismo di Ricerca non serve solo a rispettare una regola: deve rafforzare il valore tecnico e industriale del progetto.
Se il partenariato è debole, anche un buon progetto rischia di diventare fragile in istruttoria.
| Dato principale | Cosa prevede il bando |
| Nome misura | Collabora & Innova |
| Edizione | Seconda Edizione 2026 |
| Territorio | Lombardia |
| Beneficiari | Partenariati tra imprese e Organismi di Ricerca |
| Tipologia progetto | Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale |
| Partenariato | Da 3 a 8 soggetti indipendenti |
| Budget minimo | 3.500.000 euro di spese ammissibili |
| Contributo massimo | 5.000.000 euro per partenariato |
| Dotazione | 90 milioni di euro, incrementabili fino a 108 milioni |
| Apertura | 25 giugno 2026, ore 10:30 |
| Chiusura | 22 settembre 2026, ore 15:00 |
| Piattaforma | Bandi e Servizi Regione Lombardia |
Chi può partecipare a Collabora & Innova
Possono partecipare a Collabora & Innova partenariati composti da minimo 3 e massimo 8 soggetti indipendenti. Il partenariato deve includere almeno una PMI e almeno un Organismo di Ricerca. Possono partecipare anche grandi imprese, ma la loro presenza non è obbligatoria.
Partenariato da 3 a 8 soggetti
Il bando richiede un partenariato composto da almeno 3 soggetti e non più di 8.
I partner devono essere indipendenti tra loro. Questo significa che non possono essere semplicemente imprese dello stesso gruppo usate per costruire una composizione formale.
La logica del bando è collaborativa: soggetti diversi devono contribuire con competenze, asset, infrastrutture, capacità tecniche o industriali realmente complementari.
Presenza obbligatoria di PMI e Organismo di Ricerca
Nel partenariato deve esserci almeno una PMI e almeno un Organismo di Ricerca.
La PMI porta il punto di vista industriale, applicativo o di mercato. L’Organismo di Ricerca porta competenze scientifiche, capacità sperimentale, infrastrutture o validazione tecnica.
Questa combinazione è uno degli elementi più delicati della candidatura. Se i ruoli non sono chiari, il partenariato può apparire costruito solo per rispettare il requisito.
Chi può fare da capofila
Il partenariato deve individuare un capofila. Il capofila può essere un’impresa oppure un Organismo di Ricerca.
Il suo ruolo non è solo amministrativo: coordina il progetto, tiene insieme partner, attività, scadenze, documenti e responsabilità. In un progetto da almeno 3.500.000 euro, la capacità di coordinamento diventa un fattore operativo centrale.
Un capofila debole crea rischio per tutti.
Limiti di partecipazione per imprese e OdR
Un’impresa può partecipare a un solo progetto. Un Organismo di Ricerca può partecipare a un massimo di 15 partenariati, ma può essere capofila di un solo progetto.
Questi limiti vanno verificati prima di chiudere l’accordo di partenariato. Se un partner ha già assunto impegni su altri progetti, può compromettere la candidatura o creare problemi operativi nella fase successiva.
| Requisito | Cosa significa | Rischio se non rispettato |
| Minimo 3 soggetti | Il progetto deve essere collaborativo | Domanda non ammissibile |
| Massimo 8 soggetti | Il partenariato deve restare governabile | Struttura fuori requisito |
| Soggetti indipendenti | I partner non devono appartenere allo stesso gruppo | Partenariato non valido |
| Almeno una PMI | La PMI è obbligatoria | Domanda non ammissibile |
| Almeno un Organismo di Ricerca | L’OdR è obbligatorio | Domanda non ammissibile |
| Capofila | Un partner coordina progetto e candidatura | Governance debole |
| Impresa in un solo progetto | Ogni impresa può partecipare una sola volta | Rischio di esclusione |
| OdR in massimo 15 partenariati | Limite specifico per Organismi di Ricerca | Saturazione del partner |
Quali progetti sono finanziabili
Sono finanziabili progetti di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale, coerenti con una priorità della Strategia S3 di Regione Lombardia e rispettosi del principio DNSH. Il progetto deve puntare a innovazioni di prodotto o processo, con attività tecniche, partner, budget e risultati attesi chiaramente collegati tra loro.
Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale
Il bando finanzia attività di R&S, non semplici investimenti produttivi o attività commerciali.
La Ricerca Industriale riguarda attività orientate ad acquisire nuove conoscenze per sviluppare prodotti, processi o servizi innovativi. Lo Sviluppo Sperimentale riguarda l’uso di conoscenze esistenti per creare, testare o migliorare soluzioni concrete.
La differenza è importante perché incide su attività, budget, personale, risultati e rendicontazione.
Coerenza con le priorità S3 di Regione Lombardia
Ogni progetto deve essere coerente con una delle priorità della Strategia di Specializzazione Intelligente, la S3 di Regione Lombardia.
Gli ecosistemi indicati comprendono, tra gli altri, Salute e Life Science, Nutrizione, Sostenibilità e Sviluppo Sociale, Manifattura Avanzata, Smart Mobility & Architecture, Cultura e Conoscenza, Connettività e Informazione.
Verificare sempre l’elenco aggiornato delle priorità S3 nell’avviso ufficiale prima di impostare la candidatura.
La S3 non è un’etichetta da aggiungere alla fine.
Deve essere visibile nella logica del progetto.

Rispetto del principio DNSH
Il progetto deve rispettare il principio DNSH, cioè “Do No Significant Harm”: non arrecare un danno significativo all’ambiente.
Questo criterio va considerato nella progettazione, non trattato come un allegato tecnico. Attività, tecnologie, materiali, impatti e modalità di realizzazione devono essere compatibili con il principio.
Se DNSH e progetto non sono allineati, il rischio non è solo documentale. È progettuale.
Requisiti territoriali: serve una sede operativa in Lombardia?
Sì. Tutti i partner devono avere una sede operativa attiva in Lombardia per realizzare il progetto. Se la sede non è già presente al momento della domanda, il partner deve impegnarsi ad aprirla prima della prima erogazione del contributo. Le spese fuori sede non sono ammissibili.
Sede già attiva
Se un partner ha già una sede operativa in Lombardia, deve verificare che la sede sia coerente con le attività previste.
Non basta avere un indirizzo. La sede deve essere il luogo in cui si realizzano attività di ricerca, sviluppo, test, coordinamento tecnico o altra parte del progetto finanziato.
La coerenza tra sede, attività e spese è un punto da presidiare fin dall’inizio.
Apertura sede prima della prima erogazione
Se un partner non ha ancora una sede operativa in Lombardia, può impegnarsi ad aprirla prima della richiesta della prima erogazione.
Questa scelta va valutata con attenzione. Aprire una sede comporta costi, tempi, responsabilità e coerenza operativa con il progetto. Non dovrebbe essere una promessa formale, ma una decisione sostenibile.
Perché le spese fuori sede non sono ammissibili
Le spese devono essere collegate alle sedi operative lombarde coinvolte nel progetto.
Se un’attività viene svolta fuori dalla sede ammissibile, può generare problemi in fase di controllo o rendicontazione. Questo vale soprattutto nei progetti multi-partner, dove ogni soggetto ha attività, personale e costi propri.
La localizzazione non è un dettaglio amministrativo.
È una condizione di ammissibilità.
Quanto finanzia il bando Collabora & Innova
Collabora & Innova prevede un contributo a fondo perduto fino a 5 milioni di euro per partenariato. La dotazione complessiva è pari a 90 milioni di euro, incrementabile fino a 108 milioni. L’intensità varia in base al soggetto: 60% piccole imprese, 50% medie imprese, 40% grandi imprese e OdR.
Dotazione complessiva
La seconda edizione di Collabora & Innova prevede 90 milioni di euro, a valere sul Programma Regionale lombardo FESR 2021-2027.
La dotazione può essere incrementata fino a 108 milioni. Si tratta quindi di una misura importante, pensata per progetti strutturati e con dimensione finanziaria elevata.
Contributo massimo per partenariato
Il contributo massimo concedibile per ogni partenariato è pari a 5.000.000 euro.
Questo massimale va letto insieme al budget minimo: il progetto deve prevedere almeno 3.500.000 euro di spese ammissibili. Non è quindi un bando adatto a progetti piccoli o a partenariati ancora poco maturi.
Intensità di aiuto per piccole, medie, grandi imprese e OdR
L’intensità di aiuto cambia in base alla tipologia di partner.
Le piccole imprese possono ricevere il 60% delle spese ammesse, le medie imprese il 50%, le grandi imprese e gli Organismi di Ricerca il 40%.
Queste percentuali incidono sulla costruzione del budget e sulla sostenibilità finanziaria di ciascun partner.
| Soggetto | Percentuale contributo | Attenzione operativa |
| Piccole imprese | 60% | Verificare capacità di coprire quota non finanziata |
| Medie imprese | 50% | Pianificare cash-flow e impegni di progetto |
| Grandi imprese | 40% | Valutare coerenza tra ruolo e budget |
| Organismi di Ricerca | 40% | Devono sostenere almeno il 10% dei costi totali ammissibili |
| Partenariato | Massimo 5.000.000 euro | Il massimale vale per il progetto complessivo |
Budget minimo e spese ammissibili
Il progetto deve prevedere almeno 3.500.000 euro di spese ammissibili. Le spese principali riguardano il personale impegnato in attività di R&S, rendicontato con costi standard orari. Gli altri costi sono riconosciuti con un forfait del 40% calcolato sulle spese di personale validate.
Spesa minima di progetto
La soglia minima di 3.500.000 euro rende Collabora & Innova un bando selettivo.
Se il progetto non raggiunge questa dimensione in modo naturale, gonfiare il budget è rischioso. Un budget alto deve essere sostenuto da attività reali, partner adeguati, personale coerente, milestone misurabili e capacità finanziaria.
Il budget non deve “arrivare alla soglia”.
Deve spiegare il progetto.
Spese di personale e costi standard
Le spese di personale riguardano ricercatori, tecnici e personale ausiliario impiegato nel progetto.
La rendicontazione avviene tramite costi standard orari: 36,42 euro all’ora per il personale delle imprese e 42,24 euro all’ora per il personale degli Organismi di Ricerca. Ogni addetto può rendicontare massimo 1.720 ore annue.
Forfait del 40% per altri costi
Gli altri costi non vengono rendicontati analiticamente, ma riconosciuti con un forfait del 40% calcolato sulle spese di personale validate.
Questo punto è decisivo. Attrezzature, materiali, consulenze, brevetti e spese generali entrano nella logica del forfait, non in una rendicontazione analitica voce per voce.
La struttura del personale diventa quindi centrale anche per costruire il budget complessivo.
Spese non ammissibili
Non sono ammissibili spese sostenute prima della domanda, costi per tirocini e stage, oppure ore di personale dedicate ad attività non R&S, come amministrazione, promozione o formazione.
In un progetto collaborativo, questo va chiarito a tutti i partner. Una spesa errata di un soggetto può creare problemi a tutto il partenariato.
| Voce | Come viene rendicontata | Note operative |
| Personale imprese | Costo standard 36,42 €/ora | Solo attività R&S |
| Personale OdR | Costo standard 42,24 €/ora | Solo attività R&S |
| Ore per addetto | Massimo 1.720 ore annue | Evitare sovrapposizioni |
| Altri costi | Forfait 40% sui costi di personale validati | Non rendicontati analiticamente |
| Attrezzature, materiali, consulenze, brevetti | Inclusi nel forfait | Incidono indirettamente sul budget |
| Tirocini e stage | Non ammissibili | Da escludere dal piano |
| Attività amministrative o promozionali | Non ammissibili come R&S | Attenzione alla classificazione |
Date, piattaforma e modalità di domanda
Le domande per Collabora & Innova Lombardia 2026 possono essere presentate dal 25 giugno 2026 alle ore 10:30 fino al 22 settembre 2026 alle ore 15:00. La presentazione avviene tramite la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia. La preparazione deve iniziare prima dell’apertura.
Apertura e chiusura sportello
Lo sportello apre il 25 giugno 2026 alle ore 10:30 e chiude il 22 settembre 2026 alle ore 15:00.
Queste date non devono essere lette come semplice finestra di caricamento. Per un progetto collaborativo da almeno 3.500.000 euro, arrivare all’apertura senza partenariato, budget e work package già impostati significa essere in ritardo.
Presentazione tramite Bandi e Servizi
La domanda va presentata attraverso la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia.
La piattaforma è il punto operativo per l’invio, ma non risolve la parte strategica: accordo tra partner, struttura del progetto, documenti, coerenza S3 e budget devono essere preparati prima.
Perché prepararsi prima dell’apertura non basta: serve coordinare i partner
Prepararsi non significa solo raccogliere documenti. Significa coordinare soggetti diversi, allineare tempi decisionali, definire ruoli, verificare sedi, costruire un piano economico coerente e condividere responsabilità di rendicontazione.
In un progetto multi-partner, il rischio non è solo tecnico.
È organizzativo.
L’esito della valutazione sarà formalizzato attraverso gli atti e le graduatorie pubblicate dagli enti competenti. Per questo è importante monitorare la pagina ufficiale del bando anche dopo l’invio della domanda.
Quando Collabora & Innova non è il bando adatto
Collabora & Innova non è il bando adatto se manca un partenariato reale, se il budget è inferiore a 3.500.000 euro, se il progetto non è Ricerca Industriale o Sviluppo Sperimentale, se S3, DNSH o sede non sono coerenti o se i partner non riescono a governare ruoli e costi.
Manca il partenariato
Una singola impresa non può partecipare da sola. Anche un gruppo di partner costruito in modo debole rischia di non essere sufficiente.
Il partenariato deve avere una ragione industriale e tecnica: competenze complementari, attività distinte, responsabilità chiare e una governance credibile.
Se manca questa base, è meglio valutare altri bandi aperti per startup e PMI innovative.
Budget troppo basso
Se il progetto non arriva a 3.500.000 euro di spese ammissibili, Collabora & Innova non è il match corretto.
Forzare il budget per raggiungere la soglia può indebolire la candidatura e creare problemi di gestione. In questi casi può avere senso valutare strumenti alternativi, come i bandi Invitalia o misure più adatte alla dimensione reale del progetto.
Progetto non realmente R&S
Il bando finanzia Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale. Non finanzia attività ordinarie, marketing, formazione, mera digitalizzazione o investimenti produttivi senza contenuto di R&S.
Se il progetto è innovativo ma non ha una componente di ricerca o sviluppo sperimentale difendibile, la candidatura rischia di essere debole.
| Attività coerente | Attività non coerente |
| Ricerca industriale | Marketing |
| Sviluppo sperimentale | Formazione |
| Test tecnico | Mera digitalizzazione |
| Validazione prototipo | Investimento produttivo ordinario |
S3, DNSH o sede non coerenti
S3, DNSH e sede operativa non sono dettagli da sistemare alla fine.
La priorità S3 deve essere coerente con obiettivi, tecnologia e impatto. Il DNSH deve essere compatibile con attività e modalità di realizzazione. La sede lombarda deve essere reale e collegata alle spese.
Se uno di questi elementi non regge, il progetto va ripensato.
Ruoli e costi dei partner non governati
In un progetto collaborativo, ogni partner ha attività, personale, costi e responsabilità. Se questi elementi non sono coordinati, la candidatura diventa fragile e la rendicontazione può diventare complessa.
Se la tua startup è innovativa ma non ha ancora un partenariato R&S complesso, Smart&Start può essere un confronto utile per valutare strumenti nazionali più coerenti con una candidatura individuale.
Se invece il progetto è tecnologico ma non ha ancora la dimensione o il partenariato richiesti da Collabora & Innova, può essere utile valutare anche il bando Sviluppo Tecnologico Startup Innovative Lombardia.
| Situazione | Valutazione | Azione consigliata |
| Partenariato 3–8 soggetti con PMI e OdR | Coerente | Verificare ruoli e accordo |
| Impresa singola | Non coerente | Valutare bandi alternativi |
| Budget ≥ 3.500.000 euro | Potenzialmente coerente | Verificare sostenibilità finanziaria |
| Budget inferiore | Non coerente | Non gonfiare il piano di spesa |
| Progetto R&S | Coerente | Collegare attività e risultati |
| Progetto ordinario | Non coerente | Cercare altro strumento |
| S3 e DNSH chiari | Coerente | Integrare nella strategia progettuale |
| Ruoli partner confusi | Rischioso | Ridisegnare governance e work package |
Come preparare un progetto credibile
Per preparare un progetto credibile su Collabora & Innova servono ruoli chiari, capofila solido, work package coerenti, milestone misurabili, budget sostenibile, evidenze tecniche e piano di rendicontazione. La candidatura deve mostrare perché il partenariato è necessario e come ogni partner contribuisce al risultato finale.
Ruoli, responsabilità e capofila
Il primo passaggio è definire chi fa cosa.
Il capofila deve avere capacità di coordinamento. Le PMI devono avere un ruolo industriale chiaro. Gli Organismi di Ricerca devono contribuire con competenze scientifiche e attività coerenti con il progetto.
Un partenariato credibile non nasce dalla somma dei loghi.
Nasce dalla qualità delle responsabilità.
Work package, milestone e budget
Il progetto deve essere scomposto in work package, attività, milestone e risultati attesi.
Ogni work package deve avere partner coinvolti, tempi, output e budget coerenti. Le milestone devono permettere di misurare l’avanzamento tecnico, non solo l’avanzamento amministrativo.
Questo aiuta sia in istruttoria sia nella gestione successiva.
Evidenze tecniche e impatto industriale
Un progetto R&S deve spiegare quale problema tecnico affronta, quale innovazione propone, quali risultati intende raggiungere e quale impatto può generare.
Servono benchmark, stato dell’arte, dati preliminari, competenze del team, potenziali applicazioni e una chiara connessione con il mercato o la filiera industriale.
Rendicontazione e sostenibilità finanziaria
La rendicontazione va progettata prima della domanda.
Ogni partner deve sapere quali ore rendicontare, quali attività sono ammissibili, come documentare il lavoro e quali responsabilità assume. Inoltre, ciascun soggetto deve poter sostenere la propria quota di costi e tempi di erogazione.
Un progetto finanziabile deve essere anche gestibile.
Come Feeda valuta il match con Collabora & Innova
Feeda valuta il match con Collabora & Innova partendo da requisiti, partenariato, S3, DNSH, budget, ruoli, sostenibilità finanziaria e rendicontazione. L’obiettivo non è forzare la candidatura, ma capire se il progetto può essere costruito, difeso e governato nel tempo.
Valutazione preliminare
La valutazione preliminare serve a capire se ha senso procedere.
Si verificano composizione del partenariato, presenza di PMI e OdR, budget minimo, sede operativa, coerenza R&S, priorità S3, DNSH e sostenibilità finanziaria.
Se il progetto non è pronto, la scelta più utile può essere fermarsi e riprogettare.
Co-design del partenariato
Nel metodo Feeda, il partenariato si costruisce in co-design: non come lista di soggetti, ma come architettura di competenze, responsabilità e obiettivi.
Questo approccio aiuta a chiarire ruoli, attività, budget, milestone e governance. Ogni partner deve sapere perché è nel progetto e quale contributo porta.
Strategia progettuale, application e rendicontazione
La candidatura è una fase del lavoro, non tutto il lavoro.
Prima serve strategia progettuale. Durante serve application solida. Dopo servono gestione, coordinamento partner, controllo documentale e rendicontazione.
Per questo Feeda lavora sul progetto come sistema: requisiti, numeri, contenuti tecnici e gestione devono stare insieme.
In sintesi
Collabora & Innova Lombardia 2026 finanzia progetti complessi di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale realizzati da partenariati composti da 3 a 8 soggetti, con almeno una PMI e un Organismo di Ricerca. Il bando prevede contributi a fondo perduto fino a 5 milioni di euro, con intensità dal 40% al 60% e budget minimo di progetto pari a 3.500.000 euro. Prima di candidarsi, serve verificare partenariato, sede, S3, DNSH, budget e sostenibilità della gestione.
FAQ
Le FAQ su Collabora & Innova Lombardia 2026 aiutano a chiarire requisiti, partenariato, contributo, budget minimo, sede operativa, tipologia di progetto, date di apertura, graduatoria e casi in cui non conviene partecipare. Le risposte sono orientative e vanno sempre confrontate con l’avviso ufficiale.
Possono partecipare partenariati composti da minimo 3 e massimo 8 soggetti indipendenti, con almeno una PMI e almeno un Organismo di Ricerca. Possono partecipare anche grandi imprese, ma non sono obbligatorie. Il partenariato può essere guidato da un’impresa o da un Organismo di Ricerca.
No. Collabora & Innova finanzia solo progetti presentati in partenariato. Una singola impresa non può partecipare da sola. Il bando richiede una collaborazione effettiva tra soggetti indipendenti, con almeno una PMI e un Organismo di Ricerca.
Il contributo massimo per singolo partenariato è di 5.000.000 euro. L’intensità varia in base al tipo di soggetto: 60% per piccole imprese, 50% per medie imprese, 40% per grandi imprese e Organismi di Ricerca.
Il progetto deve prevedere spese ammissibili per almeno 3.500.000 euro. Questa soglia rende il bando adatto a progetti R&S strutturati, con partner, attività e budget già sufficientemente maturi. Se il budget reale è più basso, è meglio valutare strumenti alternativi.
Sì. Tutti i partner devono avere una sede operativa attiva in Lombardia per realizzare il progetto. Se non è già presente, devono impegnarsi ad aprirla prima della prima erogazione del contributo. Le spese fuori sede non sono ammissibili.
Collabora & Innova finanzia progetti complessi di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale. Il progetto deve essere coerente con una delle priorità S3 di Regione Lombardia e rispettare il principio DNSH, cioè non arrecare danni significativi all’ambiente.
Le domande possono essere presentate dal 25 giugno 2026 alle ore 10:30 fino al 22 settembre 2026 alle ore 15:00 tramite la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia.
La graduatoria e gli esiti della valutazione vanno verificati sui canali ufficiali di Regione Lombardia e Open Innovation. Dopo l’invio della domanda, è importante monitorare aggiornamenti, decreti e comunicazioni relative alla misura.
Sì, il bando è cumulabile con altri aiuti di Stato, inclusi aiuti de minimis, purché non si superino le intensità massime consentite e non si configuri un doppio finanziamento sugli stessi costi. È vietato il cumulo con fondi PNRR.
Non conviene partecipare se manca un partenariato reale, se il progetto non è di Ricerca Industriale o Sviluppo Sperimentale, se il budget è inferiore a 3.500.000 euro, se non c’è coerenza S3 o se i partner non possono sostenere governance e rendicontazione.