Resto al Sud 2025: Requisiti e Come Presentare Domanda - Feeda
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Resto al Sud 2.0: Cos’è, Come Funziona e Agevolazioni del Bando 2025

A chi è indirizzato
Soggetti tra 18 e 55 anni e Società
Tipo di finanziamento
fino a €240.000
Scadenza
Sportello
Territorio
Sud Italia e Aree del cratere sismico del Centro Italia, Isole marine ed isole lagunari e lacustri Italia

Guida Completa a Resto al Sud 2.0 di Invitalia; Requisiti e Come Presentare Domanda

Hai un’idea imprenditoriale e vuoi lanciarla al Sud, ma ti fermi davanti ai costi di avvio e alla burocrazia? Il Bando Resto al Sud 2.0 è nato proprio per questo: darti le risorse economiche e il supporto tecnico che ti servono per partire senza dover chiedere prestiti o cercare investitori dall’inizio. Dopo mesi di attesa, il bando Invitalia è finalmente operativo dal 15 ottobre 2025 e porta con sé novità importanti: voucher a fondo perduto fino a 50.000 euro o contributi al 70-75% per investimenti fino a 200.000 euro, più servizi di tutoring obbligatorio del valore di 5.000 euro. Con una dotazione complessiva di 356,4 milioni di euro e procedura a sportello, le risorse vanno a chi arriva prima. Rivolto a giovani under 35 nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, Resto al Sud 2025 rappresenta una delle opportunità più concrete per chi vuole restare o tornare al Sud per fare impresa. Questa guida completa ti spiega tutto quello che devi sapere: dalla normativa ai requisiti di accesso, dalle agevolazioni disponibili alle spese ammissibili, dalla procedura di presentazione della domanda ai documenti necessari, fino agli step post-ammissione e alla rendicontazione. Scopri come partecipare senza perdere tempo e senza commettere errori che potrebbero costarti l’accesso ai fondi.

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Resto al Sud 2.0: Cos’è e Cosa Prevede

Resto al Sud 2.0 è l’incentivo nazionale di Invitalia che promuove la nascita di nuove imprese, attività di lavoro autonomo e libere professioni nelle regioni del Mezzogiorno. Si tratta dell’evoluzione del precedente “Resto al Sud”, che ha chiuso definitivamente lo sportello il 14 ottobre 2025.

Il bando nasce dal Decreto Legge n. 60 del 7 maggio 2024 (cosiddetto “Decreto Coesione”), convertito in Legge n. 95 del 4 luglio 2024. La misura è stata resa operativa con il Decreto Ministeriale dell’11 luglio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2025, e ulteriormente dettagliata con il Decreto Direttoriale dell’8 ottobre 2025, che chiarisce le modalità operative.

Resto al Sud 2.0 è rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni non ancora compiuti che si trovano in condizione di inoccupazione, inattività o disoccupazione. Il bando copre tutte le regioni del Mezzogiorno:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

Sono ammesse anche le iniziative nei territori del Centro Italia colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016 (alcune zone di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria).

Obiettivi

Gli obiettivi del bando Resto al Sud 2.0  sono chiari:

  • Stimolare l’occupazione giovanile attraverso l’autoimprenditorialità
  • Contrastare lo spopolamento e favorire il ritorno di talenti al Sud
  • Rafforzare il tessuto produttivo locale con nuove attività economiche
  • Sostenere la competitività delle imprese meridionali

Il bando è gestito interamente da Invitalia, che si occupa della valutazione delle domande, dell’erogazione dei contributi e del tutoring obbligatorio per le iniziative ammesse.

Dotazione Finanziaria Resto al Sud 2.0

La dotazione complessiva di Resto al Sud 2.0 ammonta a 356,4 milioni di euro. Queste risorse fanno parte di un investimento più ampio previsto dal Decreto Coesione, che destina complessivamente circa 495 milioni di euro tra risorse FESR 2021-2027 e Fondo Sociale Europeo Plus.

Le agevolazioni vengono concesse secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino a esaurimento delle risorse disponibili. Per questo motivo è importante non aspettare e presentare la domanda il prima possibile una volta verificati i requisiti.

Il burocratese nei testi dei Bandi può generare una grande ansia, lo sappiamo. In questo articolo vogliamo semplificarti tutto per permetterti di partecipare al bando Resto al Sud 2.0 con tranquillità. Se hai bisogno di altri chiarimenti su Resto al Sud 2.0 siamo a tua disposizione.

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Novità di Resto al Sud 2.0 Rispetto alla Versione Precedente

Se hai già sentito parlare del vecchio “Resto al Sud”, devi sapere che la versione 2.0 introduce diverse novità che rendono il bando più accessibile e vantaggioso. Ecco le principali differenze:

  • Struttura ibrida delle agevolazioni: puoi scegliere tra voucher a fondo perduto (100%) o contributo percentuale per investimenti strutturati, a seconda delle caratteristiche del tuo progetto
  • Maggiorazione fino a 50.000 euro: il voucher base di 40.000 euro può arrivare a 50.000 euro se punti su innovazione, digitalizzazione o sostenibilità ambientale
  • Sistema di premialità: ottieni punteggi aggiuntivi in fase di valutazione se partecipi ai corsi dell’Ente Nazionale per il Microcredito, apri un conto vincolato o includi soci con esperienza nel settore
  • Tutoring più strutturato: servizi di accompagnamento tecnico e gestionale obbligatori (valore 5.000 euro), con 4 incontri durante tutto il percorso
  • Platea beneficiari ampliata: oltre a inoccupati e disoccupati, possono accedere anche i working poor (lavoratori con reddito basso) e i disoccupati iscritti al programma GOL

Queste novità rendono Resto al Sud 2.0 uno strumento più flessibile e meglio calibrato sulle esigenze reali di chi vuole avviare un’attività al Sud.

Team di giovani imprenditori pianifica la partecipazione al bando Resto al Sud 2.0

A chi è rivolto Resto al Sud 2.0? Beneficiari e Requisiti 2025

Per accedere a Resto al Sud 2.0 devi rispettare requisiti precisi, sia dal punto di vista personale che relativi all’iniziativa economica che vuoi avviare. Verificarli con attenzione è il primo passo per non perdere tempo con una domanda che verrebbe esclusa.

Requisiti anagrafici e condizione occupazionale

Puoi partecipare al bando se hai età compresa tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti alla data di presentazione della domanda. Questo significa che devi aver già compiuto 18 anni ma non aver ancora compiuto 35 anni quando invii la domanda.

Oltre all’età, devi trovarti in almeno una di queste condizioni occupazionali:

  • Inoccupato, inattivo o disoccupato: non hai un’occupazione e non sei titolare di partita IVA attiva
  • Disoccupato iscritto al programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori): stai partecipando a percorsi di politica attiva per il lavoro
  • Working poor: hai un reddito da lavoro dipendente o autonomo che genera un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni previste dall’articolo 13 del DPR n. 91/1986. Per verificare se rientri in questa categoria, ti serve una consulenza fiscale con un commercialista

Se sei un cittadino extracomunitario, puoi partecipare ma devi avere un permesso di soggiorno valido al momento della presentazione della domanda.

Requisiti dell’iniziativa economica

 La tua attività può essere avviata in diverse forme giuridiche. Sono ammesse:

  • Lavoro autonomo (partita IVA)
  • Impresa individuale
  • Società in nome collettivo (SNC)
  • Società in accomandita semplice (SAS)
  • Società a responsabilità limitata (SRL), anche semplificata, comprese start-up innovative e società benefit
  • Società cooperativa
  • Libera professione (anche con iscrizione ad albi o ordini)
  • Società tra professionisti

Le società per azioni (SPA) non sono ammesse.

Requisito fondamentale: l’iniziativa deve essere stata avviata nel mese precedente o nel mese stesso della presentazione della domanda, ma deve risultare inattiva alla data di invio. Per “inattiva” si intende che non ci sono state movimentazioni della partita IVA, né in entrata né in uscita.

Attenzione al concetto di “mese precedente”: non significa 30 giorni prima, ma il mese di calendario che precede quello di invio della domanda. Esempio: se presenti domanda il 30 ottobre, l’attività deve essere stata costituita dopo il 1° settembre. Puoi costituire l’attività anche nel mese in corso, purché prima della presentazione della domanda.

Sei escluso dal bando se nei 6 mesi precedenti hai cessato un’attività con codice ATECO identico (fino alla terza cifra) a quello che vorresti avviare ora.

Società e compagini: partecipazione di soci senza requisiti

Se vuoi costituire una società, puoi farlo anche con soci che non hanno i requisiti di età o condizione occupazionale richiesti dal bando. Sono ammessi anche soci persone giuridiche (altre società).

Però devono essere rispettate queste condizioni:

  • Il controllo e l’amministrazione della società devono rimanere per almeno 3 anni ai soggetti che hanno i requisiti
  • Il legale rappresentante deve essere un socio con i requisiti
  • I soci senza requisiti possono partecipare a una sola compagine societaria

 I legami di parentela tra i soci non sono un problema e non impediscono l’ammissione al bando.

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Settori Ammessi a Resto al Sud 2.0 e Attività Finanziabili

Resto al Sud 2.0 copre quasi tutti i settori economici, con poche esclusioni. Puoi avviare attività nei seguenti ambiti:

  • Industria e artigianato
  • Trasformazione di prodotti provenienti da agricoltura, pesca e acquacoltura (esclusa la produzione primaria)
  • Servizi alle persone e alle imprese
  • Turismo
  • Commercio
  • Attività libero-professionali, sia in forma individuale che societaria

Sono escluse le attività di produzione primaria nei settori agricoltura, pesca e acquacoltura. Questo significa che non puoi richiedere il contributo per coltivare, allevare o pescare, ma puoi farlo per trasformare i prodotti (esempio: un laboratorio che trasforma olive in olio confezionato è ammesso, mentre una coltivazione di olive no).

Resto al Sud 2.0: Agevolazioni

Come funziona il finanziamento di Resto al Sud 2.0? L’incentivo ti offre due strumenti agevolativi alternativi e non cumulabili: puoi scegliere il voucher di avvio oppure il contributo a fondo perduto per programmi di investimento. La scelta dipende dalla dimensione del tuo progetto e dal tipo di spese che devi sostenere.

Entrambe le forme sono erogate in regime de minimis, secondo il regolamento UE 2023/2831. Questo significa che esistono massimali di aiuti pubblici che un’impresa può ricevere (300.000 euro in 3 anni).

Voucher di avvio a fondo perduto

Il voucher è un contributo al 100% a fondo perduto, non soggetto a rimborso. Puoi usarlo per acquistare beni, strumenti e servizi necessari all’avvio della tua attività.

L’importo base è di 40.000 euro, ma puoi ottenere una maggiorazione fino a 50.000 euro se il tuo progetto rispetta almeno una di queste condizioni:

  • Almeno il 20% delle spese ammesse riguarda beni strumentali (materiali o immateriali) o servizi innovativi sul piano tecnologico-digitale, oppure finalizzati alla sostenibilità ambientale o al risparmio energetico
  • Almeno il 50% della maggiorazione (quindi 5.000 euro) è destinato all’acquisto di consulenze tecnico-specialistiche erogate da ETS iscritti al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) per:
    • Progettazione e sviluppo di soluzioni innovative di processo o di prodotto
    • Progettazione, sviluppo, realizzazione e validazione di prototipi, modelli, stampi, matrici
    • Acquisizione di certificazioni ambientali o energetiche

Le spese per il voucher devono essere sostenute entro 9 mesi dalla data di ammissione, con possibilità di proroga fino a 12 mesi.

Contributo a fondo perduto per programmi di investimento

Se hai un progetto più strutturato, con investimenti importanti, puoi optare per il contributo percentuale. Funziona così:

  • Investimenti fino a 120.000 euro: contributo a fondo perduto del 75%
  • Investimenti tra 120.001 e 200.000 euro: contributo a fondo perduto del 70%

Il limite massimo di investimento ammesso è di 200.000 euro.

A differenza del voucher, qui devi mettere una quota di cofinanziamento: il 25% (se l’investimento è sotto i 120.000 euro) o il 30% (se è tra 120.000 e 200.000 euro). Questa quota può venire da risorse proprie, da altri finanziamenti bancari o da altre forme di capitale.

Le spese devono essere completate entro 16 mesi dall’ammissione, con possibilità di proroga fino a 20 mesi.

Puoi richiedere un anticipo tramite Stato di Avanzamento Lavori (SAL) dopo 3 mesi, a condizione che tu abbia realizzato tra il 30% e il 70% delle spese previste.

Voucher o contributo: quale scegliere?

 La scelta dipende dal tuo progetto. Ecco alcuni criteri pratici:

Scegli il voucher se:

  • Hai un progetto con investimenti contenuti (sotto i 40-50.000 euro)
  • Vuoi partire velocemente (9-12 mesi per completare tutto)
  • Le tue spese riguardano principalmente beni e servizi di primo impianto
  • Non hai disponibilità di cofinanziamento

Scegli il contributo se:

  • Hai un progetto strutturato con investimenti rilevanti
  • Devi acquistare macchinari, attrezzature importanti o fare opere edili
  • Puoi mettere una quota propria (25-30%)
  • Hai bisogno di più tempo per realizzare gli investimenti (16-20 mesi)

Ricorda: i due strumenti non sono cumulabili. Devi scegliere uno dei due al momento della domanda.

Servizi di tutoring: accompagnamento tecnico e gestionale

Tutte le iniziative ammesse a Resto al Sud 2.0 ricevono servizi di tutoring obbligatorio del valore di 5.000 euro. Non è un optional: è parte integrante del percorso e serve ad aumentare le tue probabilità di successo.

Il tutoring si divide in due componenti:

  • Tutoring tecnico (4.000 euro): erogato da Invitalia, ti aiuta nella predisposizione dei documenti, nella rendicontazione delle spese e nella gestione dell’iter amministrativo
  • Tutoring gestionale (1.000 euro): erogato dall’Ente Nazionale per il Microcredito o da un organismo accreditato, ti affianca nella fase di ingresso nel mercato e nella gestione delle criticità tipiche delle startup

 Il percorso è strutturato in 4 incontri obbligatori.

  • Primo incontro (entro 30 giorni dall’ammissione) – si svolge da remoto e serve a:
    • Approfondire il piano d’impresa (solo per chi ha scelto il voucher)
    • Verificare la consapevolezza sugli aspetti caratterizzanti l’attività
    • Illustrare obiettivi, tempistiche e modalità di erogazione del tutoring
    • Spiegare adempimenti amministrativi, tempi e modalità di presentazione delle domande
    • Identificare eventuali criticità amministrative nella fase di avvio
  • Secondo incontro (entro 6 mesi dal primo) – serve a verificare lo stato di realizzazione dell’attività e a individuare i fabbisogni di affiancamento consulenziale per attivare il tutoring gestionale.
  • Terzo incontro (al completamento degli investimenti): si tiene presso la sede della tua attività. Gli obiettivi sono:
    • Assistenza nella predisposizione della documentazione rendicontativa
    • Verifica dell’installazione e del funzionamento dei beni acquistati
  • Quarto incontro (dopo 12 mesi dal completamento delle erogazioni): serve ad accertare la continuità dell’iniziativa economica e verificare che l’attività sia operativa. 

Questo accompagnamento non è burocrazia fine a se stessa: riduce il rischio di errori nelle rendicontazioni, ti aiuta a gestire le criticità operative e aumenta le probabilità che la tua impresa superi i primi anni di vita.

In Feeda aiutiamo le startup innovative a realizzare le loro idee grazie al nostro metodo di co-progettazione e alla nostra esperienza sul campo da più di dieci anni.

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Spese Ammissibili: Cosa si Può Finanziare con Resto al Sud 2.0 

Sapere esattamente cosa puoi finanziare è fondamentale per costruire un piano di spesa corretto ed evitare esclusioni o revoche. Le spese devono essere direttamente collegate all’attività, nuove di fabbrica, fatturate correttamente e tracciabili.

Ecco le categorie ammissibili:

1. Opere edili 

Interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria. Attenzione: questa voce è ammessa solo per il contributo per programmi di investimento (non per il voucher) e nel limite massimo del 50% delle spese ammesse.

2. Macchinari, impianti, attrezzature e arredi

Devono essere nuovi di fabbrica. Rientrano qui tutti i beni strumentali necessari per l’attività: macchinari per la produzione, attrezzature professionali, arredi per uffici o negozi, impianti.

3. Programmi informatici e servizi ICT

 Licenze d’uso software, progettazione e sviluppo di software applicativi, piattaforme digitali e app, servizi per le tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni.

4. Immobilizzazioni immateriali

Acquisizione di competenze per lo sviluppo di prodotti, servizi e processi ad alto contenuto tecnologico. Rientrano qui:

  • Brevetti
  • Marchi e denominazioni
  • Know-how
  • Progettazione e sviluppo di portali web a scopo promozionale
  • Visual o digital brand (ideazione e realizzazione)

5. Consulenze tecnico-specialistiche

Possono essere finanziate nel limite del 30% delle spese ammesse e devono essere erogate esclusivamente da ETS iscritti al RUNTS. Sono ammesse consulenze finalizzate a: 

  • Progettazione e sviluppo di soluzioni innovative di processo o di prodotto
  • Progettazione, sviluppo, realizzazione e analisi di prototipi, modelli, stampi, matrici
  • Acquisizione di certificazioni ambientali e/o energetiche

Se hai bisogno di consulenze erogate da soggetti diversi dagli ETS, puoi includerle nelle categorie “Programmi informatici e servizi ICT” o “Immobilizzazioni immateriali”, purché siano capitalizzabili e funzionali all’implementazione di processi innovativi, digitali o legati alla sostenibilità.

Spese escluse: cosa non è finanziabile

Altrettanto importante è sapere cosa non puoi finanziare. Inserire spese non ammissibili nella domanda può portare all’esclusione o, peggio, alla revoca del contributo dopo l’erogazione. 

Ecco cosa è escluso:

  • Acquisto di terreni e immobili
  • Consulenze per la predisposizione della domanda di agevolazione
  • Consulenze legali, fiscali e tributarie
  • Materie prime e semilavorati
  • Personale dipendente
  • Utenze (luce, gas, acqua, telefono)
  • Locazioni e affitti
  • Consulenze non tecnico-specialistiche
  • Leasing
  • Beni usati
  • Automezzi (salvo eccezioni per veicoli strettamente funzionali al ciclo produttivo, come mezzi refrigerati per il trasporto)
  • Contratti “chiavi in mano”
  • Acquisti da soci, coniugi o parenti entro il terzo grado

Se hai dubbi sull’ammissibilità di una spesa specifica, verificala preventivamente con Invitalia o con consulenti esperti prima di includerla nel piano.

Sarto misura una giacca in una sartoria, esempio di progetto che può partecipare a Resto al Sud 2.0

Sistema di Premialità Resto al Sud 2.0: Come Aumentare le Chance di Approvazione

 Resto al Sud 2.0 introduce un sistema di premialità che può fare la differenza in fase di valutazione. Non sono obbligatori per partecipare, ma ti danno punteggi aggiuntivi che aumentano le probabilità di ammissione.

Ottieni premialità se il tuo progetto rispetta almeno una di queste condizioni:

1. Partecipazione ai corsi dell’Ente Nazionale per il Microcredito

Se almeno uno dei soggetti proponenti ha partecipato alle attività di formazione e accompagnamento organizzate dall’ENM, ottieni punti aggiuntivi. I corsi sono gratuiti e finalizzati all’acquisizione di competenze organizzativo-gestionali utili per progettare e realizzare l’iniziativa economica.

2. Apertura di un conto corrente vincolato

Se apri un conto corrente vincolato presso una banca aderente alla Convenzione tra Ministero del Lavoro, ABI e Invitalia (attualmente in fase di perfezionamento), ottieni premialità. Il conto vincolato è diverso dal conto dedicato: solo il primo dà diritto al punteggio aggiuntivo.

Il conto dedicato è semplicemente un conto corrente destinato alla realizzazione del progetto, mentre il conto vincolato prevede vincoli specifici sull’utilizzo delle somme e dà anche diritto a premialità in fase di valutazione.

3. Soci di minoranza con esperienza nel settore

Se nella compagine societaria sono presenti uno o più soci di minoranza (persone fisiche o giuridiche) con almeno 5 anni di esperienza nel settore dell’attività proposta, ottieni punti aggiuntivi. Questa premialità valorizza il know-how e aumenta la credibilità del progetto.

Questi elementi non sono obbligatori, ma se hai la possibilità di rispettarli, ti conviene farlo. In una procedura a sportello dove le risorse sono limitate, ogni punto può fare la differenza.

Come presentare la domanda per Resto al Sud 2.0

La domanda si presenta esclusivamente online tramite la piattaforma Invitalia. L’accesso avviene con SPID, CIE o CNS. Ti servono anche firma digitale e PEC.

Lo sportello ha aperto il 15 ottobre 2025 alle ore 12:00. La procedura è a sportello: le domande vengono valutate in ordine cronologico fino a esaurimento dei fondi disponibili. I tempi di valutazione sono di 90 giorni dall’invio.

 Prima dell’apertura dello sportello, è consigliato registrare l’iniziativa economica e indicare eventuali delegati nella sezione “Anagrafica e deleghe” della piattaforma. In questo modo risparmi tempo quando lo sportello si apre.

Preparazione della documentazione: il business plan

Il business plan è il cuore della tua candidatura a Resto al Sud 2.0. È il documento che dimostra la sostenibilità economico-finanziaria del tuo progetto, la coerenza strategica e la fattibilità tecnica.

Un business plan solido deve contenere:

  • Descrizione dettagliata dell’iniziativa: cosa fai, come lo fai, perché
  • Analisi di mercato: chi sono i tuoi clienti, chi sono i concorrenti, qual è la domanda
  • Piano operativo: come organizzi l’attività, quali risorse ti servono
  • Piano degli investimenti: cosa compri, quanto costa, perché ti serve
  • Proiezioni economico-finanziarie: ricavi, costi, margini, flussi di cassa
  • Competenze del team: chi sei, cosa sai fare, perché sei la persona giusta

Se hai scelto il voucher, il business plan (chiamato “piano d’impresa”) va inviato entro 30 giorni dall’ammissione e sarà oggetto di approfondimento nel primo incontro di tutoring obbligatorio.

Un business plan fatto bene può fare la differenza tra ammissione ed esclusione. Se non hai esperienza nella redazione di questi documenti, fatti aiutare da professionisti che sanno come strutturarlo e cosa cercano i valutatori, come noi di Feeda.

Documenti richiesti per la domanda

Ecco la documentazione che devi preparare per compilare e inviare la domanda:

Documenti base:

  • Domanda: il fac-simile viene generato dalla piattaforma Invitalia. Devi compilarlo, firmarlo digitalmente e caricarlo
  • Descrizione iniziativa economica: ci sono moduli diversi per attività individuali e società
  • DSAN possesso requisiti iniziativa economica: dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà
  • DSAN premialità soci di minoranza (se applicabile): per dichiarare la presenza di soci con esperienza nel settore
  • Visura camerale o certificato di iscrizione all’albo professionale
  • Documenti di identità e codice fiscale
  • Permesso di soggiorno (per cittadini extracomunitari)
  • Preventivi di spesa dettagliati per i beni e servizi che vuoi acquistare

Tutta la modulistica completa è scaricabile dal sito ufficiale di Invitalia. Ti consigliamo di seguire i manuali utente pubblicati, che spiegano passo dopo passo come compilare ogni sezione. 

Procedura di invio e tempistiche Resto al Sud 2.0

Ecco come funziona operativamente l’invio:

  1. Registrazione iniziativa e delegati: puoi farlo già prima del 15 ottobre
  2. Compilazione domanda online: può essere affidata a delegati che hai indicato
  3. Firma digitale e caricamento: devi firmare digitalmente la domanda e caricare tutti gli allegati
  4. Invio: l’invio deve essere fatto SOLO dal titolare o legale rappresentante, anche se la compilazione è stata delegata
  5. Attestazione: ricevi subito un’attestazione con protocollo, data e orario di trasmissione

La valutazione avviene entro 90 giorni in ordine cronologico. Non ci sono graduatorie. Il rimborso o l’erogazione dei fondi è subordinato a verifica documentale e, se necessario, a sopralluoghi.

Iter Post-Ammissione: Cosa Succede Dopo l’Approvazione?

L’ammissione alle agevolazioni è solo l’inizio. Da quel momento partono obblighi precisi che devi rispettare per ottenere le erogazioni.

Adempimenti entro 30 giorni dall’ammissione

Entro 30 giorni dalla notifica di ammissione devi inviare:

  • Piano d’impresa (solo se hai scelto il voucher)
  • Attestazione di versamento di almeno il 10% dell’importo concesso sul conto corrente vincolato o dedicato al progetto
  • Titolo di disponibilità della sede operativa: contratto di locazione, comodato d’uso o atto di proprietà
  • Attestati, qualifiche o titoli abilitanti oppure documentazione che certifica l’avvio dell’iter per conseguire i requisiti necessari all’esercizio dell’attività (ad esempio, iscrizione ad albi professionali)

Dopo questi adempimenti viene fissato il primo incontro di tutoring obbligatorio, che si svolge da remoto. 

Realizzazione investimenti e rendicontazione 

Una volta ammesso, puoi procedere con l’acquisto dei beni e servizi previsti. Tutti i pagamenti devono essere tracciabili: usa bonifici bancari o altri strumenti che lasciano traccia. Le fatture devono essere elettroniche e intestate correttamente.

Se hai scelto il contributo per programmi di investimento, dopo 3 mesi puoi richiedere un anticipo tramite Stato di Avanzamento Lavori (SAL), a condizione di aver sostenuto spese per un importo compreso tra il 30% e il 70% del totale ammesso.

Al completamento degli investimenti, presenti la richiesta di erogazione finale tramite la piattaforma dedicata. Devi caricare:

  • Tutte le fatture
  • Documentazione che attesta la tracciabilità dei pagamenti
  • Altri allegati previsti dalla normativa

A questo punto viene fissato il terzo incontro di tutoring, che si svolge presso la tua sede operativa. Il tutor verifica l’installazione e il funzionamento effettivo dei beni acquistati.

L’erogazione finale avviene entro 80 giorni dalla richiesta di saldo, previa verifica di tutta la documentazione.

Dopo 12 mesi dall’erogazione finale, c’è il quarto incontro di tutoring, che serve ad accertare la continuità dell’iniziativa economica e verificare che l’attività sia ancora operativa.

Resto al Sud 2.0, Regime de minimis e Cumulabilità con Altri Bandi

Resto al Sud 2.0 opera in regime de minimis secondo il regolamento UE 2023/2831. Questo significa che gli aiuti pubblici che un’impresa unica può ricevere non devono superare 300.000 euro nell’arco di 3 esercizi finanziari.

Prima di presentare domanda, verifica se hai già ricevuto altri aiuti de minimis negli ultimi tre anni. Se hai superato o supereresti il massimale, non puoi accedere a Resto al Sud 2.0.

Per quanto riguarda la cumulabilità: puoi cumulare Resto al Sud 2.0 con altre agevolazioni nazionali o regionali compatibili con il regime de minimis, ma non per le stesse spese ammissibili. In pratica, se una spesa è già coperta da un altro contributo, non puoi finanziarla anche con Resto al Sud 2.0.

Se hai dubbi sulla cumulabilità o vuoi verificare la tua situazione de minimis prima di presentare domanda, contatta Feeda per una consulenza preliminare: ti aiutiamo a fare chiarezza e a evitare problemi in fase di rendicontazione.

Resto al Sud 2.0: pro e contro da valutare

 Come ogni strumento agevolativo, Resto al Sud 2.0 ha vantaggi significativi ma anche alcune criticità che devi valutare con attenzione prima di candidarti.

I vantaggi del bando

  • Contributi a fondo perduto molto consistenti: fino al 100% con il voucher, 70-75% con il contributo
  • Nessun rimborso richiesto: non è un prestito, i soldi non vanno restituiti
  • Dotazione finanziaria robusta: 356,4 milioni di euro disponibili
  • Tutoring obbligatorio incluso: valore di 5.000 euro, ti accompagna per tutto il percorso
  • Ampia gamma di spese ammissibili: dai macchinari al software, dalle consulenze alle opere edili
  • Maggiorazione per innovazione e sostenibilità: puoi arrivare a 50.000 euro di voucher
  • Sistema di premialità: puoi aumentare le tue chance con corsi, conto vincolato o soci esperti
  • Apertura a tutte le forme giuridiche: da lavoratore autonomo a società cooperativa
  • Supporto continuativo: fino a 12 mesi dopo l’erogazione finale

Le criticità e i limiti

 Procedura a sportello: le risorse si esauriscono rapidamente, serve tempestività

  • Iter burocratico complesso: documentazione articolata, rischio di errori se non sei seguito
  • Non cumulabilità voucher/contributo: devi scegliere uno strumento e non puoi cambiare
  • Esclusione settori produzione primaria: agricoltura, pesca e acquacoltura sono fuori
  • Requisiti anagrafici rigidi: devi essere under 35, senza eccezioni
  • Regime de minimis: massimali da verificare se hai già ricevuto aiuti pubblici
  • Tempistiche strette: 9-12 mesi per il voucher, 16-20 per il contributo
  • Cofinanziamento obbligatorio: se scegli il contributo devi mettere il 25-30% di quota propria
  • Tutoring obbligatorio: richiede impegno di tempo per gli incontri
  • Vincoli di continuità: devi mantenere l’attività operativa per almeno 3 anni

Esempi di progetti finanziabili con Resto al Sud 2.0

Per aiutarti a capire meglio come puoi usare Resto al Sud 2.0, ecco alcuni esempi concreti di progetti che rientrano nel bando:

Esempio 1: Studio di consulenza digitale

  • Forma giuridica: Libero professionista
  • Strumento: Voucher con maggiorazione (50.000 euro)
  • Spese principali:
    • Hardware professionale (computer, server)
    • Software gestionale e licenze
    • Piattaforma web per servizi digitali
    • Servizi cloud e tool di collaborazione
    • Arredi per home office professionale

Esempio 2: Laboratorio artigianale di produzione locale

  • Forma giuridica: Ditta individuale
  • Strumento: Contributo 75% su investimento di 100.000 euro (contributo 75.000 euro, quota propria 25.000 euro)
  • Spese principali:
    • Macchinari per la lavorazione
    • Attrezzature specialistiche
    • Ristrutturazione laboratorio (fino al 50% del totale)
    • Software di gestione produzione
    • Marchio e packaging design

Esempio 3: Startup innovativa servizi turistici

  • Forma giuridica: SRL start-up innovativa
  • Strumento: Contributo 70% su investimento di 180.000 euro (contributo 126.000 euro, quota propria 54.000 euro)
  • Spese principali:
    • Sviluppo app mobile
    • Piattaforma di booking online
    • Arredi per ufficio e area accoglienza
    • Strumenti per marketing digitale
    • Consulenze per certificazioni qualità

Esempio 4: Bottega commercio prodotti tipici

  • Forma giuridica: Impresa individuale
  • Strumento: Voucher base (40.000 euro)
  • Spese principali:
    • Arredi per punto vendita
    • Sistema POS e cassa
    • Piattaforma e-commerce
    • Attrezzature per conservazione prodotti
    • Visual identity e insegna 

Questi esempi ti danno un’idea di come strutturare il tuo progetto in base al tipo di attività e all’investimento necessario.

Resto al Sud 2.0: Cosa Succede se l’Impresa Fallisce o Cessa l’Attività?

Uno dei dubbi più comuni tra chi vuole partecipare a Resto al Sud 2.0 riguarda le conseguenze in caso di insuccesso dell’attività. Devi restituire il contributo se l’impresa non va bene?

La risposta è: dipende. Essendo contributi a fondo perduto e non prestiti, in linea generale non è prevista restituzione. Però esistono cause di revoca che possono obbligarti a restituire quanto ricevuto.

Le principali cause di revoca sono:

  • Mancato rispetto degli obblighi contrattuali: se non rispetti le scadenze o gli adempimenti previsti
  • False dichiarazioni: se hai fornito informazioni non veritiere nella domanda
  • Mancata realizzazione degli investimenti: se non completi gli acquisti previsti
  • Cessazione attività prima dei termini previsti: generalmente devi mantenere l’attività operativa per almeno 3 anni
  • Mancata operatività: se l’attività risulta inattiva durante i controlli

In caso di revoca, devi restituire i contributi percepiti più gli interessi

Se invece l’attività fallisce per cause di mercato ma hai rispettato tutti gli obblighi e hai operato correttamente per il periodo richiesto, la questione è diversa. Per questo è fondamentale prestare massima attenzione agli obblighi post-erogazione e alla continuità dell’attività. 

Il servizio di tutoring serve anche a questo: prevenire le criticità e aiutarti a gestire i momenti difficili nei primi anni di vita dell’impresa.

Resto al Sud 2.0 e il Programma GOL 

Resto al Sud 2.0 ha un collegamento diretto con il programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), la misura nazionale di politiche attive del lavoro. 

I disoccupati iscritti a GOL sono tra i beneficiari prioritari del bando. Se stai partecipando a percorsi GOL e percepisci la NASpI (indennità di disoccupazione), puoi richiedere l’erogazione dell’indennità in un’unica soluzione per utilizzarla come capitale d’avvio della tua impresa. 

Se sei beneficiario del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), puoi mantenere l’indennità anche durante l’avvio dell’attività finanziata con Resto al Sud 2.0. Le due misure sono compatibili. 

Questa sinergia tra politiche attive e autoimprenditorialità rende Resto al Sud 2.0 uno strumento ancora più potente per chi è disoccupato e vuole ripartire con un progetto proprio.

A chi Rivolgersi per Presentare Domanda a Resto al Sud

Resto al Sud 2.0 è un’opportunità concreta, ma la complessità della procedura e la quantità di documentazione richiesta possono fare la differenza tra ottenere il finanziamento e vedersi escludere per un errore evitabile.

Puoi trovare informazioni e supporto presso diversi punti di riferimento: 

  • Invitalia: il portale ufficiale (www.invitalia.it) contiene manuali utente, FAQ, modulistica e assistenza tecnica sulla piattaforma
  • Ente Nazionale per il Microcredito: organizza corsi di formazione gratuiti (quando attivati) per acquisire competenze imprenditoriali
  • Camere di Commercio: gli sportelli SNI (Servizio Nuove Imprese) offrono info e orientamento

Ma se vuoi davvero massimizzare le tue possibilità di successo, affidati a consulenti specializzati in finanza agevolata come noi di Feeda. Professionisti che conoscono a fondo il funzionamento del bando, sanno quali progetti vengono ammessi e quali esclusi, hanno esperienza nella redazione di business plan efficaci e gestiscono l’intera procedura al posto tuo.

I vantaggi di farti seguire sono concreti:

  • Riduzione drastica degli errori: la documentazione viene preparata correttamente fin dall’inizio
  • Ottimizzazione del piano spese: sai esattamente cosa inserire e cosa evitare
  • Business plan professionale: redatto secondo i criteri che cercano i valutatori
  • Gestione completa della documentazione: non devi impazzire tra DSAN, modulistica e allegati
  • Monitoraggio tempistiche: non perdi scadenze critiche
  • Esperienza su progetti ammessi: sanno cosa funziona e cosa no, perché hanno già seguito decine di pratiche simili

In una procedura a sportello dove le risorse si esauriscono rapidamente e dove anche un piccolo errore formale può costarti l’esclusione, farsi accompagnare da chi conosce il percorso è un investimento che si ripaga ampiamente.

Cerchi altri bandi per le imprese del Mezzogiorno? Scopri tutto sul Bando TecnoNidi.

Domande frequenti (FAQ) su Resto al Sud 2.0

Abbiamo raccolto le domande più frequenti che gli startupper ci fanno su Resto al Sud 2.0. Risposte brevi e chiare per toglierti gli ultimi dubbi prima di candidarti.

Posso presentare domanda se ho già un’attività avviata?

No. L’attività deve essere stata costituita nel mese precedente o nello stesso mese della domanda, ma deve risultare inattiva (nessuna movimentazione IVA) alla data di presentazione.

I cittadini extracomunitari possono accedere?

Sì, ma devono avere un permesso di soggiorno valido al momento della presentazione della domanda.

È obbligatorio aprire un conto corrente vincolato?

No, non è obbligatorio. Puoi aprire un conto dedicato oppure un conto vincolato (quando sarà attivata la convenzione). Solo il conto vincolato dà diritto a premialità in fase di valutazione.

Posso cumulare voucher e contributo? 

No. I due strumenti sono alternativi e non cumulabili. Devi scegliere uno dei due al momento della domanda.

Quali sono i tempi di erogazione dei fondi?

Dopo la valutazione (90 giorni) e l’ammissione, realizzi gli investimenti nei tempi previsti (9-20 mesi a seconda dello strumento). L’erogazione finale avviene entro 80 giorni dalla richiesta di saldo, previa verifica documentale.

Devo restituire il contributo se l’attività non va bene? 

In linea generale no, essendo un contributo a fondo perduto. Però se violi gli obblighi contrattuali, fai false dichiarazioni o cessi l’attività prima dei 3 anni, il contributo viene revocato e devi restituirlo con gli interessi.

Posso modificare il piano di spesa dopo l’ammissione?

Sì, ma entro limiti e con autorizzazione preventiva di Invitalia. Le modifiche sostanziali non sono sempre ammesse, dipende dal tipo di variazione.

È possibile presentare domanda per più iniziative?

No. Puoi beneficiare di Resto al Sud 2.0 per una sola iniziativa economica.

Feeda: il partner che ti accompagna dall’idea al finanziamento 

Hai un’idea imprenditoriale solida ma ti blocchi davanti alla burocrazia di Resto al Sud 2.0? Non sei solo. La maggior parte degli startupper perde opportunità di finanziamento non per mancanza di idee valide, ma per errori nella documentazione, business plan insufficienti o domande presentate male.

Feeda è l’agenzia di consulenza specializzata che ti accompagna in ogni fase del percorso, dalla verifica dei requisiti all’erogazione finale del contributo. Non ci limitiamo a dirti “fai così”: gestiamo noi l’intero processo al posto tuo.

Ecco cosa facciamo concretamente: 

  • Analisi preliminare: verifichiamo se hai i requisiti e se il tuo progetto è ammissibile
  • Identificazione del bando più adatto: Resto al Sud 2.0 potrebbe non essere l’unico strumento disponibile. Ti indirizziamo verso quello che massimizza le tue possibilità
  • Redazione del business plan: creiamo un piano d’impresa professionale, strutturato secondo i criteri che cercano i valutatori
  • Gestione completa della documentazione: ci occupiamo di tutta la modulistica, DSAN, allegati e preventivi
  • Compilazione e invio domanda: seguiamo la procedura sulla piattaforma Invitalia
  • Assistenza nella rendicontazione del bando: ti accompagniamo nella fase post-ammissione per garantire erogazioni rapide
  • Supporto nel rapporto con l’ente: facciamo da intermediario con Invitalia per chiarimenti e richieste 

Abbiamo seguito centinaia di pratiche di finanziamento agevolato. Sappiamo quali progetti vengono ammessi e quali vengono esclusi. Conosciamo gli errori più comuni e come evitarli. Abbiamo rapporti diretti con gli enti erogatori.

Mentre tu ti concentri sul tuo progetto imprenditoriale, noi ci occupiamo di tutto il resto. Semplifichiamo il percorso burocratico e trasformiamo una procedura complessa in un processo lineare e gestibile.

Nessuna consulenza fredda e burocratica: in Feeda ci piace seguire le startup innovative in ogni fase della loro crescita fino al successo!

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