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Startup Innovative 2026: Requisiti, Durata e Agevolazioni Fiscali

Una startup innovativa è una società di capitali iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese, con requisiti specifici su innovazione, età, oggetto sociale, R&S, team o proprietà intellettuale. Nel 2026 la disciplina va letta alla luce della Legge 193/2024, che ha reso più selettivo l’accesso e la permanenza nello status. Per i bandi e i finanziamenti attivi, invece, leggi la nostra guida ai bandi per startup innovative.

In sintesi
Una startup innovativa è una società di capitali italiana, o europea con sede produttiva o filiale in Italia, iscritta nella sezione speciale del Registro Imprese. Deve rispettare requisiti cumulativi e almeno un requisito di innovatività tra R&S, personale qualificato o brevetto/software registrato. La Legge 193/2024 ha introdotto nuove regole su requisiti, durata, permanenza e agevolazioni fiscali.

Molti founder in fase seed stanno usando lo strumento sbagliato per raccogliere capitale. Non perché non esistano alternative migliori. Perché nessuno ha mai fatto loro le domande giuste. Scoprilo con il nostro test gratuito

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Cos’è una startup innovativa

Una startup innovativa è una società giovane, tecnologica e scalabile che sviluppa prodotti o servizi ad alto valore innovativo. Dal punto di vista normativo, non basta essere una “startup”: serve rispettare requisiti precisi e iscriversi nella sezione speciale del Registro delle Imprese.

La definizione nasce con l’art. 25 del Decreto-Legge 179/2012, noto come Startup Act, ed è richiamata anche nella sezione istituzionale del MIMIT dedicata alle startup innovative. Il quadro è stato aggiornato dalla Legge 193/2024, che ha introdotto regole più selettive su requisiti, durata e permanenza nello status.

La startup innovativa non è una forma giuridica autonoma.

È uno status.

Questo significa che prima devi costituire una società di capitali, poi dimostrare di avere i requisiti richiesti e infine iscriverti alla sezione speciale del Registro Imprese.

In pratica, una startup innovativa deve avere tre caratteristiche forti:

  • una struttura societaria compatibile;
  • un oggetto sociale centrato su prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • almeno un indicatore concreto di innovazione, come R&S, team qualificato o proprietà intellettuale.

Questo punto è importante: il legislatore non premia l’etichetta “startup”, ma la capacità di costruire innovazione reale.

Le startup innovative a vocazione sociale

Le startup innovative a vocazione sociale sono startup innovative che operano in settori di particolare valore collettivo, come assistenza sociale, sanità, educazione, formazione, tutela ambientale o valorizzazione del patrimonio culturale.

Devono rispettare gli stessi requisiti delle altre startup innovative, ma si distinguono per l’impatto sociale dell’attività. Questa categoria è utile quando il progetto unisce tecnologia, sostenibilità economica e finalità di interesse generale.

Non basta avere una missione positiva.

Serve comunque una struttura innovativa e difendibile.

Differenze tra startup innovativa, PMI innovativa e startup tradizionale

Startup innovativa, PMI innovativa e startup tradizionale sono categorie diverse. La differenza incide su requisiti, limiti temporali, agevolazioni e strumenti di finanziamento accessibili. Capire questa distinzione evita di costruire una strategia su uno status non adatto alla fase reale dell’impresa.

Una PMI innovativa può essere più strutturata e matura, ma non accede sempre ai bandi pensati per startup nei primi anni di vita. Se la tua impresa ha superato la fase startup, potrebbe essere più corretto valutare i bandi e agevolazioni per PMI innovative.

Requisiti per essere startup innovativa secondo la Legge 193/2024

Per essere startup innovativa nel 2026 devi rispettare tutti i requisiti cumulativi previsti dalla normativa e almeno uno dei requisiti alternativi di innovatività. Le disposizioni della Legge 193/2024 sulle startup innovative hanno rafforzato il perimetro dello status, escludendo in modo più netto società senza reale sviluppo tecnologico.

I requisiti si dividono in due gruppi.

Il primo gruppo riguarda ciò che devi avere sempre: forma societaria, età, sede, limiti dimensionali, oggetto sociale, divieto di utili e origine dell’impresa.

Il secondo gruppo riguarda la prova dell’innovazione: R&S, team qualificato oppure proprietà intellettuale.

Se manca un requisito cumulativo, lo status non regge.

Se mancano tutti i requisiti alternativi, lo status non regge comunque.

Requisiti cumulativi: tutti obbligatori

I requisiti cumulativi sono le condizioni di base che la società deve possedere per iscriversi e restare nella sezione speciale delle startup innovative.

La qualifica non si ottiene perché il progetto è “nuovo” o perché lavora nel digitale. Serve dimostrare che l’impresa è costruita attorno a un’attività innovativa ad alto valore tecnologico.

Un e-commerce non è automaticamente una startup innovativa.

Una piattaforma software non lo è automaticamente.

Una società di consulenza che usa strumenti digitali non lo è automaticamente.

Settori esclusi dalla Legge 193/2024

La Legge 193/2024 ha introdotto una stretta importante: sono escluse le imprese che svolgono in via prevalente attività di agenzia e consulenza, come quelle riconducibili ai codici ATECO 70.2 e 74.99.

Questo passaggio cambia molto la lettura pratica dello status.

Prima alcune società potevano tentare di presentarsi come innovative pur offrendo servizi consulenziali o intermediari. La riforma rende più chiaro il perimetro: lo status deve premiare imprese che sviluppano tecnologia, prodotti, software, processi o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Non basta “fare consulenza innovativa”.

Serve produrre innovazione.

Se la tua società vende ore consulenziali, intermedia servizi o lavora come agenzia, devi verificare con molta attenzione l’oggetto sociale, il modello di business e il codice attività prevalente prima di provare l’iscrizione.

Requisiti alternativi: almeno uno obbligatorio

Oltre ai requisiti cumulativi, la startup deve possedere almeno uno dei tre requisiti alternativi di innovatività. Questi requisiti servono a dimostrare che l’impresa non è solo giovane, ma ha un contenuto innovativo misurabile.

Il requisito R&S va dimostrato con numeri, non con intenzioni. Se la tua startup basa lo status su investimenti tecnici, può essere utile approfondire anche i finanziamenti per ricerca e sviluppo.

Il requisito sul personale va verificato sulla composizione effettiva del team. Il requisito sulla proprietà intellettuale richiede titoli, depositi o licenze coerenti con l’oggetto sociale della startup: per questo puoi valutare anche i bandi per proprietà intellettuale.

L’innovazione non si dichiara.

Si documenta.

Durata dello status e tempi di permanenza nel Registro

La Legge 193/2024 ha modificato la durata dello status di startup innovativa. Il periodo base è oggi di 3 anni, con possibilità di estensione fino a 5 anni e, per startup in forte crescita, fino a 9 anni complessivi in regime scale-up.

Questa è una delle novità più importanti.

Prima il riferimento operativo era spesso il limite dei 5 anni. Ora la logica cambia: i primi 3 anni sono il periodo base, mentre la permanenza ulteriore richiede traguardi dimostrabili.

Il messaggio è chiaro: lo status non deve essere un contenitore passivo.

Deve accompagnare una crescita reale.

Periodo base: 3 anni

Il periodo base di iscrizione nella sezione speciale è stato ridotto a 3 anni. Questo significa che la startup deve usare i primi anni per costruire evidenze di sviluppo, validazione, crescita o consolidamento tecnico.

La riduzione del periodo base serve a rendere più selettivo lo status. Non basta restare formalmente giovani per mantenere a lungo le agevolazioni: serve dimostrare che l’impresa sta avanzando.

Per un founder, questo cambia la pianificazione.

I primi 36 mesi diventano una finestra strategica: validazione del prodotto, primi ricavi, team, proprietà intellettuale, contratti, capitale e crescita devono essere progettati con più lucidità.

Estensione fino a 5 anni

La startup può restare nella sezione speciale fino a 5 anni se, dopo il periodo base, soddisfa almeno uno dei parametri previsti dalla normativa.

Questi parametri hanno una funzione semplice: distinguere le startup che restano ferme da quelle che stanno effettivamente costruendo valore.

Non è una proroga automatica.

È una verifica di avanzamento.

Permanenza fino a 9 anni: il regime scale-up

Per le startup con alto potenziale di crescita, la normativa prevede una permanenza ulteriore fino a 9 anni complessivi. Questa estensione è pensata per realtà che non sono più solo startup in fase iniziale, ma stanno entrando in una fase di scale-up.

La permanenza fino a 9 anni può essere riconosciuta in presenza di condizioni come:

  • aumento di capitale superiore a 1 milione € tramite organismi di investimento collettivo del risparmio;
  • incremento del fatturato superiore al 100% annuo.

Il senso della norma è accompagnare le imprese che hanno superato la fase di validazione e stanno crescendo in modo significativo.

Qui la parola “startup” inizia a stare stretta.

La logica diventa scale-up.

Regime transitorio per startup già iscritte

La Legge 193/2024 prevede un regime transitorio per le startup già iscritte alla data del 18 dicembre 2024. Le startup iscritte da più di 18 mesi hanno 12 mesi di tempo dopo la fine del terzo anno per adeguarsi ai nuovi requisiti; quelle iscritte da meno di 18 mesi hanno 6 mesi.

Questo passaggio è delicato per chi è già nella sezione speciale.

Non basta dire: “ero già iscritto”.

Serve capire se e quando devi adeguarti alle nuove condizioni di permanenza. Se la tua startup è già iscritta, il primo controllo da fare riguarda data di iscrizione, anzianità, requisiti attuali e possibilità di mantenere lo status nel nuovo quadro normativo.

ragazzo seduto all'aria aperta mentre lavora alla propria startup innovativa

Come iscriversi al Registro delle Imprese – Sezione Startup Innovative

Per iscriversi come startup innovativa devi costituire una società di capitali, predisporre l’autocertificazione dei requisiti e presentare la domanda alla Camera di Commercio tramite Comunicazione Unica. L’iscrizione nella sezione speciale è il passaggio che rende operativo lo status.

La procedura non è solo un adempimento amministrativo.

È una dichiarazione di coerenza.

Quando chiedi l’iscrizione, dichiari che la società possiede tutti i requisiti previsti dalla normativa e che può dimostrarli. Per questo conviene arrivare alla pratica con documenti, oggetto sociale e requisiti già verificati.

Costituzione della società di capitali

Il primo passo è costituire una società di capitali. Nella maggior parte dei casi si tratta di una S.r.l. o S.r.l.s., ma possono essere ammesse anche altre società di capitali e cooperative.

La costituzione può avvenire tramite atto notarile. In alcuni casi puoi usare la procedura digitale per startup innovative su Registro Imprese, ma se vuoi uno statuto personalizzato, con clausole su equity, governance, categorie di quote o ingresso di investitori, il confronto con un notaio resta spesso necessario.

Questo punto è strategico: lo statuto non serve solo a costituire la società.

Serve a prepararla alla crescita.

Se prevedi round, investitori, patti tra founder o piani di incentivazione, costruire lo statuto “al minimo” può diventare un limite più avanti. Anche per questo, prima di cercare capitali, è utile lavorare su strumenti come business plan e governance societaria.

Iscrizione nella sezione speciale e autocertificazione

Dopo la costituzione, il legale rappresentante deve predisporre l’autocertificazione dei requisiti. La domanda viene presentata alla Camera di Commercio competente tramite Comunicazione Unica e consente l’iscrizione nella sezione startup innovative del Registro Imprese.

Una volta completata l’iscrizione, la società entra nella sezione speciale e può accedere alle agevolazioni previste.

L’autocertificazione non va trattata con leggerezza.

Dichiarare requisiti non posseduti espone a problemi successivi, soprattutto in caso di controlli, perdita dello status o accesso improprio ad agevolazioni.

Conferma annuale dei requisiti

Ogni anno la startup deve confermare il mantenimento dei requisiti. L’adempimento va gestito nei termini previsti, normalmente dopo l’approvazione del bilancio e comunque entro le scadenze camerali applicabili.

La conferma annuale serve a verificare che la società continui a rispettare i requisiti dichiarati: forma, oggetto sociale, assenza di utili distribuiti, limiti dimensionali, requisito di innovatività e informazioni pubbliche aggiornate. La vetrina ufficiale delle startup e PMI innovative è oggi consultabile tramite il database Startup e PMI innovative del Registro Imprese, evoluzione della logica #ItalyFrontiers.

Non è una formalità.

È manutenzione dello status.

Dimenticare la conferma o aggiornare male le informazioni può portare alla perdita dello status e delle agevolazioni collegate.

Quando una SRL o SRLS già costituita può diventare startup innovativa

Una S.r.l. o S.r.l.s. già costituita può diventare startup innovativa se possiede tutti i requisiti richiesti. Non è necessario costituire una nuova società solo per accedere allo status, se la società esistente è compatibile.

La verifica deve riguardare almeno questi aspetti:

  • età della società;
  • oggetto sociale;
  • mancata distribuzione di utili;
  • origine non derivante da fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda;
  • valore della produzione;
  • sede;
  • almeno un requisito alternativo tra R&S, team qualificato o proprietà intellettuale.

Questo è un caso frequente: una società nasce come S.r.l. ordinaria, poi sviluppa un prodotto tecnologico e valuta l’iscrizione come startup innovativa.

Si può fare.

Ma solo se la struttura regge davvero i requisiti.

Agevolazioni fiscali per startup innovative

Le startup innovative iscritte nella sezione speciale possono accedere a un insieme di agevolazioni fiscali, societarie e amministrative. Le principali riguardano investitori, esenzioni camerali, accesso al Fondo di Garanzia, equity crowdfunding, strumenti di incentivazione e procedure più agili in caso di insuccesso.

Le agevolazioni non sono il motivo per “travestire” un’impresa da startup innovativa.

Sono strumenti utili se l’impresa è davvero innovativa.

Il punto è usare lo status per costruire crescita, non per inseguire vantaggi fiscali scollegati dalla strategia.

Detrazione IRPEF 65% per chi investe

La normativa attuale ha rafforzato l’incentivo fiscale in regime de minimis per le persone fisiche che investono nel capitale di startup innovative. La detrazione IRPEF può arrivare al 65% fino a 100.000 € annui investiti in startup con meno di 3 anni, con obbligo di mantenimento dell’investimento per almeno 3 anni.

Per investimenti maggiori, resta la disciplina ordinaria: detrazione IRPEF del 30% fino a 1 milione € per persone fisiche e deduzione IRES del 30% fino a 1,8 milioni € per società investitrici.

Questa agevolazione può aiutare una startup a rendere più interessante l’ingresso di investitori privati. Ma l’incentivo fiscale non sostituisce la solidità del progetto: un investitore valuta comunque mercato, team, traction, cap table, governance e possibilità di exit. Se stai costruendo una strategia di raccolta, puoi approfondire anche il ruolo di venture capital e business angel.

Esenzione da bollo, diritti camerali e altri costi

Le startup innovative godono di esenzioni su imposta di bollo e diritti di segreteria per gli adempimenti legati all’iscrizione nel Registro delle Imprese. Si tratta di un vantaggio amministrativo utile nella fase iniziale, perché riduce alcuni costi di avvio e mantenimento.

Non è il beneficio più strategico, ma è coerente con la logica dello status: alleggerire la burocrazia nei primi anni, quando la startup deve concentrare risorse su prodotto, mercato e team.

Fondo di Garanzia, equity crowdfunding e strumenti operativi

Le startup innovative possono accedere in modo semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI, usare portali autorizzati di equity crowdfunding e adottare strumenti di incentivazione come stock option e work-for-equity.

Questi strumenti servono a rispondere a tre problemi concreti:

  • accesso al credito;
  • raccolta di capitale di rischio;
  • attrazione di talenti anche quando la cassa è limitata.

Il work-for-equity, in particolare, può essere utile per remunerare professionisti o collaboratori con strumenti partecipativi, se la struttura societaria e fiscale è impostata correttamente.

Procedure agevolate in caso di insuccesso

La disciplina vigente prevede per le startup innovative un trattamento più favorevole rispetto alle normali procedure concorsuali ordinarie. La logica è ridurre lo stigma del fallimento imprenditoriale e permettere al founder di ripartire, quando il progetto non arriva al mercato.

Il senso è rendere governabile il rischio.

Non cancellarlo.

Differenze tra startup innovativa e PMI innovativa

La startup innovativa è pensata per imprese giovani e tecnologiche nei primi anni di vita. La PMI innovativa è invece uno status per imprese più mature che mantengono un profilo di innovazione. La differenza incide su durata, requisiti, utili, agevolazioni e accesso ai bandi.

drone in volo creato da startup innovativa

La startup innovativa ha limiti temporali più stringenti, non può distribuire utili e deve avere un oggetto sociale centrato su prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

La PMI innovativa, invece, può essere un’evoluzione naturale per imprese che hanno superato la fase startup ma continuano a investire in innovazione.

Limiti temporali e dimensionali

La startup innovativa ha un limite temporale legato alla costituzione e alla permanenza nella sezione speciale. La PMI innovativa non segue la stessa logica dei primi anni di vita: può essere un’impresa già consolidata, purché rispetti i requisiti previsti.

In pratica:

  • la startup innovativa è costruita per la fase di avvio e crescita iniziale;
  • la PMI innovativa è costruita per la fase di consolidamento;
  • una startup che cresce può valutare la trasformazione in PMI innovativa quando esce dal perimetro startup.

Questo passaggio va pianificato prima della scadenza dello status, non quando la decadenza è già arrivata.

Quando conviene trasformarsi in PMI innovativa

La trasformazione in PMI innovativa può avere senso quando la società perde lo status di startup innovativa per decorrenza del tempo o crescita, ma conserva un profilo tecnologico forte.

Conviene valutarla se:

  • l’impresa continua a investire in R&S;
  • possiede brevetti, software o asset innovativi;
  • ha personale qualificato;
  • vuole accedere a bandi e agevolazioni per imprese innovative più mature;
  • ha superato la fase early ma non vuole uscire dall’ecosistema innovazione.

La trasformazione non è automatica. Serve verificare requisiti, documentazione e coerenza della società con la disciplina delle PMI innovative.

Per approfondire strumenti e opportunità successive alla fase startup, leggi la guida ai bandi e agevolazioni per PMI innovative.

Cosa succede quando si esce dalla sezione speciale startup innovative

Quando una startup innovativa perde i requisiti o supera i limiti di permanenza, esce dalla sezione speciale del Registro delle Imprese e perde le agevolazioni collegate allo status. In alcuni casi può valutare l’iscrizione come PMI innovativa, se possiede i requisiti necessari.

La perdita dello status può dipendere da più cause:

  • superamento dei limiti temporali;
  • distribuzione di utili;
  • perdita del requisito di innovatività;
  • modifica dell’oggetto sociale;
  • superamento delle soglie previste;
  • mancata conferma annuale;
  • cambiamento dell’attività prevalente verso settori esclusi.

Il rischio non è solo formale.

Può incidere su agevolazioni, bandi, investitori e credibilità del progetto.

Decadenza per perdita dei requisiti

La decadenza avviene quando la società non possiede più le condizioni richieste per restare nella sezione speciale. Alcuni casi sono evidenti, come la distribuzione di utili o il superamento dei limiti temporali. Altri sono più sottili, come la perdita del requisito R&S o il disallineamento dell’oggetto sociale.

Il problema più frequente è trattare i requisiti come una fotografia iniziale.

In realtà sono una condizione da mantenere.

Ogni anno la startup dovrebbe fare una verifica interna prima della conferma: requisiti, bilancio, team, R&S, proprietà intellettuale, oggetto sociale, attività svolta e informazioni pubbliche.

Conseguenze sulle agevolazioni

Quando la startup perde lo status, perde l’accesso alle agevolazioni riservate alle startup innovative. Questo può incidere su esenzioni, strumenti societari, incentivi, accesso a bandi specifici e attrattività verso investitori.

Per gli investimenti già effettuati, la situazione va valutata caso per caso in base alla normativa applicabile, al momento dell’investimento e alle condizioni di mantenimento richieste.

Qui non conviene improvvisare.

Se hai investitori o una campagna di raccolta in corso, la perdita dello status può avere effetti reputazionali e fiscali da gestire con attenzione.

Possibilità di trasformazione in PMI innovativa

Se la società non può più restare startup innovativa ma continua ad avere un profilo tecnologico, può valutare l’iscrizione nella sezione speciale delle PMI innovative.

Questa scelta ha senso quando l’impresa:

  • ha superato la fase iniziale;
  • mantiene R&S o asset innovativi;
  • ha una struttura più solida;
  • vuole continuare ad accedere a strumenti per innovazione, crescita e consolidamento.

Non tutte le startup che decadono diventano PMI innovative.

Ma per quelle che hanno costruito davvero innovazione, è spesso il passaggio naturale.

Bandi e finanziamenti dedicati alle startup innovative

Le startup innovative iscritte al Registro possono accedere a bandi e finanziamenti dedicati, come Smart&Start Italia a livello nazionale, Tecnonidi Puglia, Tecnonidi JTF Taranto e diverse misure regionali. Ogni bando ha requisiti, importi, procedure e criteri di valutazione diversi.

Questa pagina tratta la normativa.

La scelta del bando è un’altra partita.

Per confrontare strumenti, importi, fondo perduto, prestiti a tasso zero, requisiti e criteri di scelta, leggi la guida completa ai bandi per startup innovative. Se il progetto riguarda sviluppo tecnico o tecnologie proprietarie, può esserti utile anche una panoramica sui finanziamenti per innovazione tecnologica.

persona con visore VR di startup innovativa

Errori da evitare nell’iscrizione e mantenimento dello status

Gli errori più frequenti riguardano oggetto sociale non coerente, requisiti dichiarati ma non dimostrabili, conferma annuale dimenticata, distribuzione di utili e mancato adeguamento alle nuove regole della Legge 193/2024. Lo status va costruito e mantenuto con metodo.

1. Iscriversi senza verificare l’oggetto sociale tecnologico

Il primo errore è pensare che basti inserire parole come “innovazione”, “digitale” o “piattaforma” nell’oggetto sociale.

Non basta.

L’oggetto sociale deve essere esclusivo o prevalente nello sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Se l’attività reale è consulenza, agenzia o intermediazione, il rischio di incoerenza è alto.

La riforma ha rafforzato proprio questo punto.

La forma non può coprire la sostanza.

2. Dichiarare requisiti alternativi non solidi

Molte startup scelgono uno dei requisiti alternativi senza valutarlo bene. Le spese R&S devono essere calcolabili. Il personale qualificato deve essere dimostrabile. Il brevetto o software deve essere coerente con l’attività della società.

Un requisito alternativo debole può creare problemi al momento dell’iscrizione, della conferma annuale o dell’accesso a bandi e agevolazioni.

Prima di scegliere il requisito su cui basarti, verifica documenti, bilancio, contratti, titoli, registrazioni e coerenza con il progetto.

3. Dimenticare la conferma annuale

La conferma annuale dei requisiti è un passaggio essenziale. Dimenticarla o gestirla in modo superficiale può portare alla perdita dello status.

Questo errore è evitabile con un processo semplice: calendario scadenze, verifica requisiti, aggiornamento informazioni, controllo documentale, invio nei tempi.

La burocrazia non va temuta.

Va governata.

4. Distribuire utili

La startup innovativa non può distribuire utili. Questo requisito va rispettato per tutta la permanenza nello status.

Distribuire utili può comportare la perdita della qualifica e delle agevolazioni collegate. È un errore strategico, non solo contabile: significa usare la società come impresa ordinaria mentre si beneficia di uno status pensato per reinvestire nella crescita.

Se l’impresa genera utili, la domanda non è “posso distribuirli?”.

La domanda è: “come li reinvesto per rafforzare il progetto?”

5. Non gestire il regime transitorio della Legge 193/2024

Le startup già iscritte prima dell’entrata in vigore delle nuove regole devono verificare il proprio caso alla luce del regime transitorio. Data di iscrizione, anzianità, requisiti attuali e possibilità di estensione vanno controllati con attenzione.

Aspettare la scadenza è rischioso.

Il nuovo impianto premia chi dimostra avanzamento: R&S, crescita, brevetti, contratti, capitale, ricavi o occupazione.

Se la startup non ha ancora questi elementi, deve capire per tempo se può costruirli o se deve prepararsi a un passaggio diverso, come la PMI innovativa.

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FAQ — Domande frequenti sulle startup innovative

Le domande più frequenti sulle startup innovative riguardano definizione, requisiti, iscrizione al Registro, durata dello status, agevolazioni fiscali, differenza con PMI innovativa e perdita dei requisiti. Le risposte cambiano dopo la Legge 193/2024, quindi è importante usare informazioni aggiornate.

Cos’è una startup innovativa secondo la legge italiana?

Una startup innovativa è una società di capitali iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese, con oggetto sociale centrato su prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Deve rispettare requisiti formali e almeno un requisito di innovatività tra R&S, personale qualificato o proprietà intellettuale.

Quali sono i requisiti per essere startup innovativa nel 2026?

Nel 2026 una startup innovativa deve essere una società di capitali, non quotata, PMI, costituita da non più di 5 anni, con sede in Italia o UE con filiale italiana, senza utili distribuiti e con oggetto sociale tecnologico. Deve inoltre avere almeno un requisito tra R&S al 15%, team qualificato o brevetto/software.

Quanto dura lo status di startup innovativa dopo la Legge 193/2024?

Lo status di startup innovativa dura 3 anni come periodo base. Può estendersi fino a 5 anni se la startup raggiunge specifici parametri di crescita o innovazione. Per startup in fase scale-up, la permanenza può arrivare fino a 9 anni complessivi se ricorrono condizioni più avanzate.

Come si diventa startup innovativa?

Per diventare startup innovativa devi costituire una società di capitali, verificare il possesso dei requisiti, predisporre l’autocertificazione del legale rappresentante e presentare la domanda di iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese tramite Camera di Commercio.

Una SRL già costituita può diventare startup innovativa?

Sì, una S.r.l. già costituita può diventare startup innovativa se rispetta tutti i requisiti previsti: età massima, oggetto sociale innovativo, nessun utile distribuito, origine non derivante da fusione o scissione e almeno un requisito alternativo tra R&S, personale qualificato o proprietà intellettuale.

Cosa cambia per investitori e founder con la detrazione IRPEF 65%?

La normativa prevede una detrazione IRPEF in regime de minimis per persone fisiche che investono in startup innovative con meno di 3 anni. La detrazione può arrivare al 65% fino a 100.000 € annui, con mantenimento dell’investimento per almeno 3 anni. Per costruire una strategia di raccolta coerente, può essere utile approfondire anche venture capital e business angel.

Cosa succede se la startup innovativa perde i requisiti?

Se una startup innovativa perde i requisiti, esce dalla sezione speciale del Registro delle Imprese e perde le agevolazioni collegate allo status. Può valutare l’iscrizione come PMI innovativa se possiede i requisiti previsti per quella categoria.

Qual è la differenza tra startup innovativa e PMI innovativa?

La startup innovativa è pensata per imprese giovani, con limiti temporali e divieto di distribuzione utili. La PMI innovativa è rivolta a imprese più mature, senza lo stesso limite dei primi anni di vita, ma con requisiti di innovazione specifici e strumenti dedicati.

Quali bandi può candidare una startup innovativa?

Una startup innovativa può candidare bandi nazionali e regionali come Smart&Start Italia, Tecnonidi Puglia, Tecnonidi JTF Taranto e altre misure per imprese innovative. La scelta dipende da sede, fase, progetto, budget e capacità di cofinanziamento. Per approfondire, leggi la guida ai bandi per startup innovative e, se il progetto riguarda sviluppo tecnico, anche i finanziamenti per innovazione tecnologica.

In sintesi

Le startup innovative sono società di capitali ad alto contenuto tecnologico regolate dall’art. 25 del DL 179/2012 e aggiornate dalla Legge 193/2024. Per iscriversi servono requisiti cumulativi e almeno un requisito alternativo tra R&S, personale qualificato o proprietà intellettuale. Lo status dura 3 anni, estendibili a 5 e fino a 9 per scale-up.

Il punto non è ottenere un’etichetta.

È costruire un’impresa che possa difenderla.

Prima di costituire o iscrivere la società, verifica requisiti, oggetto sociale, team, asset tecnologici, scadenze e strategia di crescita. Dopo l’iscrizione, puoi valutare anche i bandi attivi per startup innovative nel 2026.

Molti founder in fase seed stanno usando lo strumento sbagliato per raccogliere capitale. Non perché non esistano alternative migliori. Perché nessuno ha mai fatto loro le domande giuste. Scoprilo con il nostro test gratuito

Qual è lo strumento giusto per la tua startup?
Stai valutando se costituire una startup innovativa? Capisci anche quale strumento di finanziamento è più adatto al tuo progetto: pubblico, equity o un mix. Test gratuito di 2 minuti.