Bando TecnoNidi 2025 Puglia: Cos'è, Come Funziona e cosa finanzia.
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Bando Tecnonidi Puglia 2025: Guida Completa a Requisiti, KET, TRL e Domanda su Sistema Puglia

A chi è indirizzato
Startup Innovative iscritte al Registro
Tipo di finanziamento
Da 50.000 € a 350.000 €
Scadenza
A sportello
Territorio
Puglia

Tecnonidi è un bando della Regione Puglia che finanzia fino all’80% i progetti tecnologici di startup e piccole imprese costituite da meno di 5 anni. L’agevolazione combina il 40% a fondo perduto e il 40% come prestito agevolato sugli investimenti, più l’80% a fondo perduto sui costi di funzionamento. Per essere ammesso, il progetto deve utilizzare almeno una tecnologia KET, avere un livello di maturità tecnologica TRL ≥ 4 e rientrare in una delle tre Aree di Innovazione S3 Puglia 2030. La domanda si presenta online su Sistema Puglia con una fase preliminare tecnica e una fase definitiva amministrativa.

Intro al bando

Se stai sviluppando un prodotto o un servizio tecnologico e ti serve un supporto concreto per accelerarne la crescita, Tecnonidi è oggi una delle misure più strategiche della Regione Puglia.
È pensato per startup e piccole imprese che vogliono trasformare un prototipo, un algoritmo, un processo innovativo o una tecnologia proprietaria in un vero progetto industriale.

A differenza dei bandi più “generici”, Tecnonidi richiede una cosa precisa: innovazione reale, basata su ricerca, sperimentazione e tecnologie avanzate.
Per questo motivo è uno strumento potente, ma anche tecnico: chi presenta un progetto deve dimostrare che la tecnologia funziona, che è coerente con le Aree di Innovazione S3 Puglia, che utilizza almeno una Key Enabling Technology (KET) e che possiede un livello di maturità tecnologica TRL adeguato.

In questa guida troverai una spiegazione completa e pratica — la più utile per chi deve davvero presentare domanda — che include:

  • come funziona Tecnonidi e perché è così selettivo;
  • quali imprese possono partecipare (con esempi concreti);
  • cosa si intende per KET e come dimostrarle nel progetto;
  • come valutare il TRL della propria tecnologia;
  • quado completo di costi ammissibili ed esempi;
  • come compilare la domanda su Sistema Puglia senza errori;
  • cosa guardano davvero gli esperti tecnici durante l’istruttoria.

L’obiettivo è darti un quadro operativo, utile sia se stai avviando la tua startup, sia se sei un imprenditore che vuole utilizzare Tecnonidi per sviluppare una nuova linea tecnologica.

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Cos’è il bando Tecnonidi e come funziona

Tecnonidi è una misura del Programma Regionale Puglia FESR–FSE+ 2021–2027, gestita da Puglia Sviluppo, che sostiene la crescita di imprese con progetti ad alto contenuto tecnologico, ha dotazione iniziale di 30 Milioni di euro, rifinanziato nel 2023 con ulteriori 20 milioni e ancora attivo nel 2025.
Il focus è chiaro: finanziare la realizzazione e l’industrializzazione di nuove soluzioni produttive, di servizio o di processo basate su tecnologia avanzata, frutto di ricerca. 

In altre parole: Tecnonidi non è un bando per attività tradizionali.
È uno strumento costruito per chi sta già lavorando su innovazione vera che voglia portare sul mercato un prodotto o servizio frutto di attività di ricerca e sviluppo.

Obiettivi del bando Tecnonidi 2025

Secondo le fonti ufficiali, Tecnonidi mira a:

  • rafforzare le capacità di ricerca e sviluppo della regione;
  • introdurre tecnologie avanzate nei processi produttivi;
  • sostenere le startup innovative e le piccole imprese tech;
  • favorire la competizione digitale e la crescita intelligente del territorio .

Per questo motivo il bando finanzia solo imprese che portano un’innovazione verificabile, coerente con le priorità tecnologiche della strategia S3 Puglia 2030.

Tecnonidi in 30 secondi

  • Beneficiari: piccole imprese società di capitali, costituite da meno di 5 anni
  • Obiettivo: sviluppo di prodotti, servizi o processi tecnologici innovativi
  • Budget del progetto: tra 50.000 e 350.000 €
  • Investimenti minimi: 25.000 €
  • Intensità dell’aiuto: 80% (40% fondo perduto + 40% prestito agevolato sugli investimenti; 80% fondo perduto su costi di funzionamento)
  • Requisiti tecnici: presenza di KET, livello TRL ≥ 4
  • Settori ammessi: solo aree di innovazione S3 Puglia 2030
  • Iter di domanda: domanda preliminare → valutazione → istanza definitiva su Sistema PugliaIntensità dell’aiuto: 80% (40% fondo perduto + 40% prestito agevolato sugli investimenti; 80% fondo perduto su costi di funzionamento)
  • Requisiti tecnici: presenza di KET, livello TRL ≥ 4
  • Codici ateco esclusi: acquacoltura, pescacoltura, coltivazione primaria di prodotti agricoli, settore finanziario, estrazione di petrolio.

Iter di domanda: domanda preliminare → valutazione → istanza definitiva su Sistema Puglia

Perché Tecnonidi è un bando “tecnico” (e perché molti progetti vengono bocciati)

La selettività del bando non dipende dal budget, ma dalla capacità del progetto di dimostrare innovazione.
Ogni domanda viene analizzata da esperti tecnici indipendenti, che verificano:

  • la validità della tecnologia;
  • la presenza e coerenza delle KET;
  • il livello TRL effettivo, con evidenze concrete;
  • la coerenza con l’area di innovazione dichiarata;
    la sostenibilità tecnica ed economica del piano.

Per superare questa fase, è fondamentale presentare un progetto chiaro, documentato e allineato ai requisiti dell’avviso.

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Chi può partecipare (Requisiti formali e di innovatività)

Tecnonidi non è un bando “per tutti”.
È costruito per un target molto preciso: piccole imprese tecnologiche che hanno già una base strutturale solida e un contenuto innovativo verificabile.

Per questo motivo, i requisiti di accesso sono più rigidi rispetto ai bandi per attività tradizionali come NIDI.
Vediamoli in modo semplice e operativo.

1. Società di capitali: l’unica forma giuridica ammessa

Possono partecipare solo imprese costituite in forma di: S.r.l., S.r.l.s., S.p.A., S.a.p.a., S.c.p.a.

Sono escluse: ditte individuali, società di persone, associazioni, fondazioni, cooperative non costituite come società di capitali.

Questa regola è chiarissima nei documenti ufficiali: la misura è destinata esclusivamente a società di capitali non quotate, non iscritte da più di cinque anni al Registro Imprese, e con dimensione di piccola impresa secondo la normativa UE (meno di 50 dipendenti e fatturato ≤10M€).

2. L’impresa non deve avere più di 5 anni

L’obiettivo del bando è sostenere imprese giovani che stanno sviluppando innovazione, non aziende mature o già consolidate.
È richiesto che l’impresa sia:

  • Piccola;
  • iscritta da meno di cinque anni al Registro Imprese
  • non abbia mai distribuito utili
  • non sia quotata
  • non sia in liquidazione o in difficoltà

Tutti questi elementi sono riportati nero su bianco nell’avviso.

3. Requisito di innovatività: devi rientrare in una di queste tre condizioni

Questo è il requisito più importante — e quello che genera più esclusioni.
La tua impresa deve dimostrare almeno una delle seguenti:

  1. essere regolarmente costituite ed iscritte al registro delle Start-up innovative istituito ai sensi del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in Legge n. 221 del 18/12/2012;
  2. aver sostenuto costi di ricerca e sviluppo che rappresentino almeno il 10% del totale dei costi di esercizio in almeno uno dei tre anni precedenti la concessione dell’aiuto oppure;
  3. disporre del riconoscimento del Seal of Excellence (Iniziativa pilota della Commissione europea nell’ambito del Programma Strumento PMI “Orizzonte 2020”).

Cosa significa in pratica?

Tecnonidi non finanzia idee commerciali. Vuole imprese che:

  • producono tecnologia
  • sviluppano software, algoritmi, piattaforme
  • realizzano prototipi hardware
  • integrano sensori, robotica, componentistica
  • applicano nuove tecnologie a processi esistenti

Il progetto deve avere un contenuto innovativo evidente e dimostrabile.

4. Requisito geografico: sede operativa in Puglia

L’impresa deve avere — o impegnarsi ad aprire — una sede operativa in Puglia entro la presentazione della domanda preliminare.

La sede deve essere idonea allo svolgimento dell’attività, e non può essere spostata senza autorizzazione nei tre anni successivi alla conclusione degli investimenti.

Questo requisito è essenziale: l’investimento deve generare valore sul territorio pugliese

5. Budget minimo, massimo e requisiti economici

Il progetto deve rispettare questi vincoli:

  • Valore totale: tra 50.000 e 350.000 €
  • Investimenti minimi in attivi materiali/immateriali: 25.000 €
  • Massimali: fino a 250.000 € per investimenti + 100.000 € per costi di funzionamento

Se non rientri in questa fascia, la domanda viene automaticamente esclusa.

6. Settori ammessi e settori esclusi

Tecnonidi ammette solo iniziative riconducibili alle Aree di Innovazione della S3 Puglia 2030 e basate su almeno una KET (Key Enabling Technology).

Sono invece esclusi — tra gli altri —:

  • pesca, acquacoltura
  • agricoltura primaria
  • carbone, siderurgia
  • costruzioni navali
  • trasporto e logistica
  • commercio (tranne e-commerce innovativi)
  • alloggio e ristorazione
  • attività immobiliari e finanziarie

Questo è uno dei filtri più importanti: se la tua attività prevalente rientra in un settore escluso, la domanda non può essere accettata.

7. L’obiettivo del progetto deve essere “go-to-market” o consolidamento

L’avviso è molto chiaro: Tecnonidi non finanzia attività di pura ricerca.

Sono ammessi solo progetti orientati a:

  • sviluppo prodotto;
  • go-to-market
  • industrializzazione;
  • consolidamento tecnologico

Se il tuo progetto è ancora un’idea in laboratorio (TRL 1–3), questo bando non è quello giusto.

Autotest rapido: sei ammissibile?

Se rispondi “sì” ad almeno 5 di queste domande, hai un profilo forte:

  • sono una società di capitali
  • ho meno di 5 anni
  • il progetto è tecnologico
  • uso almeno una KET
  • ho un prototipo o evidenze tecniche (TRL ≥ 4)
  • opero in un settore ammesso
  • posso investire almeno 50.000 €

Se hai dubbi su una o più condizioni, è normale. Tecnonidi è un bando tecnico e serve una lettura attenta dei requisiti: per questo offriamo sempre una valutazione preliminare gratuita, utile a chiarire subito se il progetto può essere ammesso.

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Quanto finanzia Tecnonidi e come si calcola l’aiuto

Tecnonidi finanzia fino all’80% del tuo progetto imprenditoriale, ma l’intensità dell’agevolazione cambia a seconda del tipo di spesa. 

Per i costi di investimento, l’agevolazione si suddivide in:

  • 40% fondo perduto (contributo a fondo perduto reale)
  • 40% prestito rimborsabile a tasso agevolato (0% – 0,5%, secondo gli atti ufficiali);

Per i costi di funzionamento, l’agevolazione concede:

  • 80% fondo perduto.

È una struttura molto diversa rispetto ai bandi tradizionali: qui l’obiettivo è sostenere l’industrializzazione della tecnologia, garantendo risorse immediate ma con un equilibrio sano tra contributo pubblico e responsabilità dell’impresa.

Budget minimo e massimo del progetto

Secondo le fonti ufficiali, il progetto deve avere:

VoceImporto
Valore totale progetto50.000 € – 350.000 €
Investimenti (attivi)min. 25.000 € – max 250.000 €
Costi di funzionamentomax 100.000 €

Se il tuo progetto non rientra in queste fasce, la domanda viene respinta automaticamente.

Struttura dell’aiuto: fondo perduto + prestito rimborsabile

Tecnonidi copre l’80% del progetto in questo modo:

🔹 A) Investimenti (conto impianti)

80% agevolazione, composta da:

  • 40% fondo perduto
  • 40% prestito rimborsabile (min 10.000 € – max 100.000 €, fino a 60 mesi + 6 di preammortamento)

🔹 B) Costi di funzionamento (conto esercizio)

80% fondo perduto vero.
Nessun prestito, nessuna restituzione.

Questa distinzione è fondamentale: molte guide online confondono le percentuali e generano dubbi nei lettori. Qui hai il dato ufficiale, chiaro e certificato.

Esempi pratici di calcolo dell’agevolazione

Esempio 1 — Progetto da 150.000 €

Investimenti: 100.000 €
Funzionamento: 50.000 €

Agevolazione totale (80%): 120.000 €
Ecco il dettaglio:

VoceImporto ammissibileContributo
Investimenti100.000 €40.000 € fondo perduto + 40.000 € prestito
Funzionamento50.000 €40.000 € fondo perduto (80%)

Totale fondo perduto: 80.000 €
Totale prestito: 40.000 €
Tuo cofinanziamento: 30.000 €

Esempio 2 — Progetto da 300.000 €

Investimenti: 200.000 €
Funzionamento: 100.000 €

Agevolazione: 240.000 € (80%)

VoceImportoAgevolazione
Investimenti200.000 €80.000 € FP + 80.000 € prestito
Funzionamento100.000 €80.000 € FP

Totale fondo perduto: 160.000 €
Totale prestito: 80.000 €
Cofinanziamento impresa: 60.000 €

Tasso, garanzie e durata del prestito

Secondo gli atti ufficiali, il prestito ha:

  • Tasso fisso, generalmente pari allo 0% (mai superiore allo 0,00% negli avvisi recenti). Tuttavia,  con l’aumento dei tassi di interesse del 2025, si è arrivati allo 0,4%. 
  • Durata massima: 60 mesi + 6 di preammortamento
  • Garanzia personale: fideiussione di almeno un socio o amministratore

Questo rende il prestito molto più leggero rispetto ai finanziamenti bancari tradizionali, soprattutto per startup early-stage.

Per quali progetti conviene davvero l’agevolazione Tecnonidi?

Tecnonidi è estremamente vantaggioso nei casi in cui:

  • stai sviluppando software proprietario o una piattaforma digitale;
  • devi costruire o migliorare un prototipo hardware;
  • vuoi assumere personale tecnico nei primi mesi;
  • hai bisogno di risorse per test, validazioni, certificazioni;
  • devi coprire i costi di go-to-market, cloud, marketing tecnico, fiere;
  • il tuo progetto richiede attrezzature specifiche (sensoristica, robotica, elettronica).

In tutti questi casi, l’80% di copertura — soprattutto sugli oneri di funzionamento — rappresenta un acceleratore reale.

L’elemento che incide davvero sulla valutazione (non è il budget)

Non è il budget a fare la differenza, ma la qualità tecnologica del progetto.
Gli esperti valutano:

  • coerenza con le Aree S3
  • allineamento con una o più KET
  • livello TRL dichiarato (e dimostrato)
  • solidità del piano finanziario
  • scalabilità tecnica ed economica

Lo vedremo nel blocco successivo.

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Startupper che ha ottenuto i fondi del bando tecnonidi

Aree di Innovazione: esempi pratici per capire se il tuo progetto rientra

Uno degli errori più frequenti nelle domande Tecnonidi è dichiarare un’area di innovazione che non corrisponde davvero al contenuto tecnologico del progetto.
La Regione Puglia, infatti, non richiede solo che l’idea sia “innovativa”, ma che sia in linea con una delle tre Aree di Innovazione della Strategia S3 Puglia 2030, a cui si legano le tecnologie abilitanti (KET).

Le tre aree sono:

  1. Manifattura sostenibile
  2. Salute dell’uomo e dell’ambiente
  3. Comunità digitali, creative e inclusive

Vediamole in modo chiaro, con esempi pensati per chi deve davvero preparare una candidatura.

1) Manifattura sostenibile

(Produzione avanzata, automazione, nuovi materiali, robotica)

Questa area include tutte le soluzioni che migliorano processi produttivi, materiali, impianti e sistemi di automazione.
È l’area ideale per imprese che operano in ambito industriale, hardware, meccatronica o materiali innovativi.

Esempi concreti di progetti ammissibili

Materiali avanzati per l’edilizia sostenibile
Soluzioni basate su riciclo, scarti agricoli, biopolimeri, materiali ad alte prestazioni.

Prototipo di robot collaborativo (cobot)
Per automazione industriale o logistica, con sensoristica e AI.

Sistema IoT per il controllo di linee produttive
Con dashboard, analisi predittiva e prevenzione guasti.

Dispositivo hardware per il risparmio energetico
Con sensoristica e moduli elettronici integrati.

Stampanti 3D di nuova generazione
O materiali avanzati per additive manufacturing.

Progetti borderline (attenzione)

– Produzione artigianale senza tecnologia → non ammissibile
– E-commerce per vendita di prodotti industriali → non rientra qui
– Rinnovo impianti tradizionali → non ammessiIl progetto deve integrare tecnologia, non solo migliorare un processo manuale.

2) Salute dell’uomo e dell’ambiente

(Biotech, bioeconomia circolare, sostenibilità ambientale, soluzioni medtech)

Quest’area è molto ampia, ma spesso mal interpretata.
È corretta solo per progetti che hanno una base tecnologica forte e dimostrabile.

Esempi concreti di progetti ammissibili

Biotecnologie industriali per il recupero di scarti agroalimentari
Processi biotech, fermentazioni, nuovi biomateriali.

Dispositivi medtech non invasivi
Con sensoristica avanzata e algoritmi di interpretazione dati.

Soluzioni per la bioeconomia circolare
Teconologie per riduzione rifiuti, recupero materiali, tracciabilità digitale.

Sistemi di monitoraggio ambientale basati su fotonica
Sensori, spettrometri, misure di qualità dell’aria o acqua.

Software per supporto decisionale in ambito sanitario
Con intelligenza artificiale e modelli predittivi.

Progetti borderline

– Vendita di prodotti sanitari → non è salute
– Servizi di consulenza ambientale → non è tecnologia
– Progetti green senza tecnologia → non rientranoTecnonidi non finanzia “attività green”, ma tecnologie per la sostenibilità.

3) Comunità digitali, creative e inclusive

(Digitale, AI, piattaforme SaaS, microelettronica, gaming, cultura digitale)

È l’area più richiesta — e quella con più esclusioni — perché molti pensano che basta “avere un software” per rientrarci.
In realtà l’innovazione deve essere reale e basata su KET.

Esempi concreti di progetti ammissibili

Piattaforme SaaS con algoritmi proprietari
Software verticale, AI generativa, machine learning, API custom.

Sistemi IoT con componentistica elettronica dedicata
Dispositivi con firmware + cloud + app integrata.

Applicazioni mobile con tecnologia avanzata
Es. AR/VR, modelli di raccomandazione, algoritmi predittivi.

Soluzioni fintech regtech
Con tecnologie crittografiche, blockchain permissioned, sistemi antifrode.

Piattaforme per comunità digitali ad alta interazione
Marketplace innovativi, social verticali, piattaforme collaborative.

Progetti culturali digitali
Tecnologie per musei smart, digitalizzazione patrimonio, sistemi immersivi.

Progetti borderline

– App vetrina o ecommerce base → non sufficiente
– Software senza componente innovativa → non ammesso
– Gestionale tradizionale → escluso
– Marketplace generico → solo se altamente tecnologico

Come scegliere correttamente la tua area

Quando supportiamo un’impresa nella co-progettazione, facciamo sempre tre verifiche:

1. Qual è la tecnologia centrale del progetto?

(Non il servizio, ma il motore tecnologico interno.)

2. Quale problema risolve e in quale ecosistema si inserisce?

Manifattura? Ambiente? Digitale?

3. Quali KET utilizza o abilita?

Microelettronica, fotonica, AI, robotica, biotecnologie, materiali avanzati…

Aree di Innovazione S3 Puglia 2030: Manifattura sostenibile, Salute e Ambiente, Comunità digitali

La KET è spesso il vero indicatore dell’area corretta.

Le Tecnologie Chiave Abilitanti (KET): cosa sono e come dimostrarle nel bando Tecnonidi

Le KET – Key Enabling Technologies non sono un accessorio della domanda: sono uno dei criteri più importanti dell’intera istruttoria.
Tecnonidi finanzia solo progetti che applicano almeno una tecnologia abilitante riconosciuta dalla Strategia S3 Puglia 2030.
Se la tua idea non utilizza una KET, il progetto non può essere ammesso.Molti bandi parlano genericamente di innovazione.
Tecnonidi no: qui serve innovazione tecnologica misurabile e riconosciuta. Abbiamo scritto un articolo che parla esclusivamente di questo. Se vuoi, puoi approfondire qui.

Cosa sono le KET (spiegazione semplice)

Le tecnologie abilitanti sono tecnologie ad alta intensità di conoscenza che permettono a imprese, startup e centri di ricerca di sviluppare innovazioni radicali.
Sono state definite dalla Commissione Europea e sono alla base di tutte le politiche industriali regionali — incluse quelle del bando Tecnonidi.

Secondo la documentazione ufficiale, le KET rilevanti per la Regione Puglia includono:

  • micro e nanoelettronica
  • materiali avanzati
  • fotonica
  • nanotecnologie
  • biotecnologie industriali
  • sistemi manifatturieri avanzati
  • ICT avanzate (AI, cybersecurity, data analytics, cloud, piattaforme)

Sono queste le tecnologie su cui si fonda la strategia S3 Puglia 2030 e che devono necessariamente essere presenti nel tuo progetto.

Perché sono così importanti nel bando Tecnonidi?

Per tre motivi operativi:

1. Dimostrano il “carattere innovativo” del progetto

Gli esperti valutano se stai usando tecnologie che generano un reale vantaggio competitivo.

2. Determinano l’area di innovazione corretta

La KET è spesso l’indicatore più preciso per collocare il progetto nella corretta area S3.

3. Distinguono i progetti tecnologici da quelli commerciali

Tecnonidi non finanzia attività prive di una componente tech: le KET filtrano alla radice le iniziative non idonee.

Le 6 KET principali spiegate con esempi concreti

Di seguito trovi una versione operativa — completa, chiara e pensata per chi deve scrivere la domanda.

Micro e nanoelettronica

(Dispositivi elettronici, componenti, PCB, firmware, IoT)

È la KET di riferimento quando il progetto prevede hardware, sensoristica o componentistica custom.

Esempi di progetti ammissibili

✔ progettazione di un PCB proprietario per un dispositivo IoT
✔ firmware embedded per controllo sensori
✔ moduli elettronici per smart-home o automazione industriale
✔ sistemi wearable con elettronica integrata
✔ beacon, sistemi RFID, dispositivi per tracciamento

Come dimostrarla nella domanda

  • schemi circuitali
  • distinta base (BOM)
  • block diagram hardware
  • librerie firmware proprietarie

Materiali avanzati

(Nuovi materiali, compositi, materiali eco-sostenibili)

Applicata soprattutto nella manifattura sostenibile e nella bioeconomia.

Esempi ammissibili

✔ nuovi biopolimeri ricavati da scarti agricoli
✔ materiali per edilizia eco-compatibile ad alte prestazioni
✔ coating innovativi (nanostrutturati, idrorepellenti, antibatterici)
✔ compositi per stampa 3D

Come dimostrarla

  • schede tecniche
  • test di laboratorio
  • report di caratterizzazione meccanica/termica

Fotonica

(Laser, ottica, sensori avanzati, imaging)

È tra le KET più tecniche e spesso sottoutilizzate nel Sud Italia.

Esempi ammissibili

✔ sensori fotonici per monitoraggio ambientale
✔ sistemi di imaging avanzato per diagnostica
✔ laser industriali per lavorazioni di precisione
✔ spettroscopia per analisi di qualità dei materiali

Come dimostrarla

  • schemi ottici
  • setup sperimentale

validazione in laboratorio

Nanotecnologie

(Scale nanometriche, superfici funzionalizzate, particelle)

Si applica spesso insieme ai materiali avanzati.

Esempi ammissibili

✔ materiali nanostrutturati per efficienza energetica
✔ nanoparticelle per filtrazione, sensoristica o biomedicina
✔ rivestimenti antimicrobici con nanotecnologie

Come dimostrarla

  • analisi SEM/TEM
  • certificazioni e test funzionali

Biotecnologie industriali

(Processi biotech, bioeconomia, fermentazioni, enzimi)

Molto rilevanti nell’area Salute dell’uomo e dell’ambiente.

Esempi ammissibili

✔ processi fermentativi per estrazione di composti ad alto valore
✔ tecnologie per bioplastiche o biofuel
✔ soluzioni biotech per depurazione, recupero, trattamento scarti
✔ biosensori e bioprocessi automatizzati

Come dimostrarla

  • protocolli di laboratorio
  • risultati sperimentali

composizione dei ceppi/enzimi utilizzati

ICT avanzate (AI, cybersecurity, cloud, data analytics)

(AI, machine learning, cloud, cybersecurity, data science, software avanzato)

È la KET più utilizzata dai progetti digitali.

Esempi ammissibili

✔ piattaforme SaaS con algoritmi AI proprietari
✔ sistemi predittivi basati su machine learning
✔ tool di automazione intelligente (RPA evoluta)
✔ sistemi di visione artificiale
✔ soluzioni cloud-native con architetture custom

Come dimostrarla

  • architettura software
  • dataset e metodologia di addestramento

risultati dei test (precision, recall, latency, ecc.)

Come dimostrare concretamente la KET nella domanda

Nel formulario di Tecnonidi è fondamentale:

1. Descrivere la tecnologia

👉 Qual è il cuore tecnico del progetto? Cosa lo rende innovativo?

2. Collegarla esplicitamente a una KET riconosciuta

👉 La tua tecnologia rientra in quale delle 6 categorie ufficiali?

3. Fornire evidenze tecniche, non dichiarazioni generiche

Gli esperti non valutano promesse: vogliono vedere documenti, test, schemi, risultati.

4. Mostrare come la KET abilita il risultato finale

👉 In che modo la tecnologia porta un miglioramento misurabile?

5. Collegarla all’area S3 di riferimento

La KET deve essere coerente con una delle tre Aree di Innovazione.

Errori da evitare (fonte: istruttorie respinte)

❌ Dichiarare “uso di AI” senza spiegare quali modelli, dataset o funzioni svolge.
❌ Dire “è innovativo perché non esiste” (non basta).
❌ Presentare un software standard senza componente proprietaria.
❌ Parlare della tecnologia, senza spiegare il livello di maturità raggiunto

Tecnologie KET richieste dal bando Tecnonidi: microelettronica, materiali avanzati, fotonica, nanotecnologie, biotech, ICT avanzate”

TRL (Technology Readiness Level): cosa sono e quale livello richiede Tecnonidi

Quando presenti un progetto a Tecnonidi, una delle prime domande che gli esperti si fanno è:
“A che punto è davvero questa tecnologia?”

Per rispondere in modo oggettivo, la Regione utilizza lo strumento del TRL – Technology Readiness Level, una scala internazionale da 1 a 9 che misura il livello di maturità tecnologica di un’idea, di un prototipo o di un sistema pronto per il mercato.
Nata in ambito NASA e adottata dalla Commissione Europea, questa scala è oggi uno standard per valutare progetti innovativi in ricerca e innovazione.

In pratica:

  • ai TRL più bassi (1–3) la tecnologia è ancora in fase di studio o di proof of concept;
  • ai TRL intermedi (4–7) hai già un prototipo testato, in laboratorio o in ambiente reale;
  • ai TRL alti (8–9) il sistema è completo, qualificato e pronto per il mercato.

Nel bando Tecnonidi, non è specificato un determinato TRL di partenza, ma certamente è importante riuscire a dimostrare di poter arrivare – entro i 12 mesi di progetto – a TRL 9. Ecco perché, in base alla nostra esperienza, partecipare al Tecnonidi con un TRL inferiore a 4 non è una scelta saggia.
L’avviso chiarisce che la verifica di ammissibilità include anche una valutazione da parte di esperti indipendenti sul livello di maturità tecnologica (TRL) e sulla capacità del progetto di arrivare alla piena valorizzazione economica entro i tempi previsti.

Perché il TRL è così importante per Tecnonidi

Perché la misura non finanzia ricerca di base o idee ancora teoriche, ma piani di investimento che permettono a una tecnologia già esistente di:

  • consolidarsi dal punto di vista tecnico (test, iterazioni, certificazioni);
  • salire rapidamente di livello TRL fino alla soglia di TRL 9 (tecnologia pronta per il mercato);
  • trasformarsi in prodotto o servizio vendibile, con un modello di business sostenibile.

Di fatto, nella pratica istruttoria significa che:

  • se la tua è solo un’idea su carta → non sei nel perimetro Tecnonidi;
    se hai già una tecnologia funzionante, almeno validata in ambiente reale → sei nel terreno giusto;
  • il tuo compito, con la domanda di applicazione, è dimostrare un percorso credibile verso il TRL 9 entro 12 mesi di progetto.

Nei paragrafi successivi vedremo:

  • come leggere in modo semplice la scala TRL 1–9,
  • qual è il TRL minimo realmente accettato in pratica per Tecnonidi,
  • e come dimostrarlo con documenti ed evidenze tecniche nella domanda.

La scala TRL 1–9 spiegata in modo semplice

La scala TRL (Technology Readiness Level) è uno strumento progettato per capire quanto una tecnologia è pronta per essere immessa sul mercato.
È composta da 9 livelli, dai primi stadi di ricerca fino alla completa commercializzazione.
Ecco la versione più chiara e pratica, strutturata come la usiamo in Feeda per valutare i progetti dei clienti.

TRL 1 – Principi di base osservati

È la fase di ricerca teorica.
Hai un’idea, un modello concettuale o un risultato accademico iniziale, ma nessuna prova sperimentale.

Esempio:
uno studio universitario che propone un nuovo materiale, ma senza test.

TRL 2 – Formulazione del concetto tecnologico

Hai definito il funzionamento della tecnologia, ma non esistono ancora prototipi.

Esempio:
Schemi, modelli matematici, simulazioni preliminari.

TRL 3 – Proof of Concept sperimentale

La tecnologia inizia a essere testata in laboratorio: viene realizzato il primo prototipo in scala ridotta. Ancora fragile, ma funziona in condizioni controllate.

Esempio:
Pannello solare tutt’uno con il tetto di un’auto, creato in scala ridotta 1:20, per poter effettuare test.

TRL 4 – Tecnologia validata in laboratorio

Per la prima volta esiste un prototipo funzionante.
Non è stabile né pronto per l’uso reale, ma dimostra che la tecnologia è valida e si può realizzare in scala 1:1.

Esempio:
Prototipo IoT che invia dati; software con funzioni base operative; materiale innovativo testato per resistenza o efficienza.

TRL 5 – Tecnologia validata in ambiente rilevante

Il prototipo lavora in un contesto quasi reale: un laboratorio avanzato, un impianto pilota o un ambiente simulato.

Esempio:
Hardware testato con sensori reali; software testato con utenti selezionati; processo biotech validato su scala pilota.

TRL 6 – Dimostrazione in ambiente rilevante

La tecnologia è vicina allo standard industriale.
Il prototipo è più stabile e può operare in condizioni realistiche.

Esempio:
Un dispositivo testato presso un cliente pilota; un’app che funziona in produzione limitata; una linea di esperimenti replicabile.

TRL 7 – Dimostrazione in ambiente operativo

La tecnologia opera sul campo in condizioni reali.
È la fase in cui si verificano affidabilità, robustezza e scalabilità.

Esempio:
Soluzione IoT installata su macchinari reali; software in beta pubblico; processo biotech testato su volumi significativi.

TRL 8 – Sistema completo e qualificato

Il prodotto è essenzialmente pronto: mancano solo gli ultimi test, certificazioni o rifiniture.

Esempio:
Dispositivo certificato CE; software pronto per la versione 1.0; processo industriale stabile.

TRL 9 – Sistema effettivamente operativo sul mercato

Il prodotto è commercializzato, usato da clienti reali e pienamente funzionante.

Esempio:
Soluzione scalata e venduta; hardware funzionante in serie; piattaforma digitale con utenti attivi.

Come interpretare la scala TRL se vuoi partecipare a Tecnonidi

  • TRL 1–3 → non ammissibili
    (solo idee, studi teorici e PoC troppo precoci)
  • TRL 4–6 → target ideale del bando
    (prototipo funzionante, test validati, tecnologia dimostrabile)
  • TRL 7–9 → ottimo, ma devi dimostrare che il progetto richiede ancora investimenti significativi per scalare

Nella prossima sezione ti spiegherò qual è il TRL minimo realmente accettato per Tecnonidi sulla base dell’avviso ufficiale e delle istruttorie tecniche.

Il TRL minimo realmente accettato per Tecnonidi

L’avviso Tecnonidi non dichiara esplicitamente un TRL minimo obbligatorio.
Tuttavia, l’esperienza sulle istruttorie, unita ai documenti tecnici TRL/KET e alle richieste degli esperti, mostra una soglia tecnica chiara:

Per essere considerato ammissibile, un progetto deve trovarsi almeno a TRL 4.

Si tratta di un dato oggettivo che deriva da tre elementi verificabili.

1. Il progetto deve raggiungere TRL 9 entro 12 mesi

Tecnonidi richiede che la tecnologia arrivi al TRL 9 — cioè pronta per il mercato — entro il periodo massimo del bando.

Questo è possibile solo se il progetto parte già da una maturità tecnologica sufficiente, ovvero:

  • TRL 4 (tecnologia validata in laboratorio), oppure
  • TRL 5 (validazione in ambiente rilevante).

Se il progetto parte da TRL 1, 2 o 3, la distanza da percorrere in 12 mesi è troppo grande per essere compatibile con i tempi previsti.

2. Le istruttorie tecniche valutano la maturità con evidenze reali

Gli esperti di Puglia Sviluppo non si basano sulle dichiarazioni: richiedono prove tecniche concrete.
Verificano in particolare:

  • l’esistenza di un prototipo funzionante, non un mockup grafico;
  • la presenza di test in laboratorio o in ambiente rilevante;
  • la capacità del prototipo di operare in condizioni simulate o reali;
  • una roadmap credibile che porti al TRL 9.

Progetti che presentano solo un concept, un modello teorico, un mockup o un algoritmo non testato vengono sistematicamente respinti.

3. I documenti tecnici chiariscono che Tecnonidi non finanzia concept immaturi

La misura è stata progettata per:

  • industrializzare una tecnologia,
  • aumentarne la maturità,
  • validarla in condizioni operative,
  • accompagnarla verso il mercato.

Questi obiettivi sono incompatibili con progetti che si trovano a TRL 1–3, che appartengono alla ricerca di base.

Interpretazione operativa: cosa significa per chi presenta domanda

Per rendere chiaro come leggere i livelli TRL in ottica Tecnonidi, ecco la classificazione operativa usata durante la co-progettazione.

TRL 1–3 → Non ammissibili

Un progetto a questi livelli presenta:

  • ricerca ancora teorica,
  • proof of concept preliminare,
  • assenza di un prototipo reale,
  • nessun test né validazione in laboratorio o ambiente rilevante.

In questo caso è necessario maturare la tecnologia con bandi R&S o programmi di prototipazione, prima di pensare a Tecnonidi.

TRL 4 → Soglia minima realmente accettata

Un progetto è considerato a TRL 4 quando:

  • esiste un prototipo funzionante,
  • sono stati effettuati test in laboratorio,
  • sono disponibili evidenze come screenshot, schemi, report tecnici,
  • la tecnologia funziona già, seppur non in ambiente operativo.

Questo è il livello minimo da cui ha senso candidarsi a Tecnonidi.

TRL 5–6 → Profilo ideale

Un progetto risulta particolarmente forte quando:

  • la tecnologia funziona in ambiente rilevante,
  • esistono test condotti su primi utenti o early adopters,
  • la roadmap per arrivare al TRL 9 è credibile e realistica.

Le probabilità di approvazione in questo caso aumentano significativamente.

TRL 7–8 → Ammissibile, ma da motivare

Un progetto può essere accettato anche se molto maturo, ma deve chiarire:

  • perché sono necessarie ulteriori risorse,
  • quali miglioramenti o validazioni mancano,
  • come l’investimento supporterà la scalabilità industriale.

È ammissibile, ma va dimostrato che esiste ancora un percorso tecnologico da completare.

“Livelli TRL 1-9 secondo Commissione Europea, con TRL minimo richiesto da Tecnonidi”

Come dimostrare il TRL con documenti ed evidenze tecniche

Un TRL è credibile solo se dimostrabile.
Gli esperti incaricati da Puglia Sviluppo non si basano su dichiarazioni o intenzioni: valutano solo ciò che può essere provato con documenti tecnici, test, fotografie, output o prototipi reali.

Il TRL viene verificato attraverso:

  • evidenze tecniche
  • documentazione del prototipo
  • risultati di test e validazioni
  • coerenza della roadmap tecnologica
  • allineamento tra team e tecnologia

Ecco la guida operativa per dimostrarlo in modo efficace.

1) Il TRL si dimostra con documenti, non con descrizioni

Molti progetti vengono respinti perché si limitano a frasi come:

  • “Abbiamo un prototipo avanzato”
  • “La tecnologia è quasi pronta”
  • “Il software funziona perfettamente”

Queste frasi non hanno alcun valore istruttorio se non accompagnate da prove.

2) Le evidenze più forti (quelle che gli esperti riconoscono)

A) Screenshot, demo e output del sistema (soluzioni digitali)

  • screenshot delle funzionalità
  • video demo del prototipo
  • output algoritmici (grafici, matrici, modelli)
  • immagini della dashboard
  • risultati parziali di training (per AI)

Questi elementi mostrano subito che la tecnologia esiste davvero.

B) Schemi tecnici e architetture

Ideali per software, IoT, elettronica, AI:

  • architettura software (frontend/backend/API)
  • block diagram hardware
  • schema PCB
  • workflow degli algoritmi
  • schema del sistema IoT

Aumentano la credibilità tecnica del progetto.

C) Test di laboratorio e validazioni

Essenziali per materiali, biotech, fotonica, hardware:

  • report di test (performance, resistenza, efficienza)
  • misurazioni certificate
  • grafici e curve tecniche
  • prove funzionali in ambiente controllato

Sono le evidenze che fanno passare una tecnologia da TRL 3 → TRL 4.

D) Test in ambiente rilevante (TRL 5–6)

  • test presso un partner o azienda
  • validazioni pilota
  • report di campo
  • dichiarazioni tecniche del laboratorio

Dimostrano che il prototipo funziona fuori dal laboratorio.

E) Repository, versioni e build (per software/AI)

  • link a repository privati (GitHub/GitLab)
  • changelog
  • build prototipali
  • file eseguibili

Non devi condividere il codice sorgente: basta mostrare che esistono versioni reali.

F) Fotografie del prototipo fisico

Per progetti hardware, dispositivi o sensori:

  • foto dei componenti
  • foto del prototipo montato
  • foto durante il test
  • dettagli elettronici

Le prove visive sono molto convincenti per gli esperti.

G) Documenti tecnici e specifiche funzionali

Brevi documenti (1–3 pagine) che descrivono:

  • funzioni già sviluppate
  • funzioni mancanti
  • milestone tecnologiche
  • passaggio da un TRL all’altro

Sono fondamentali per mostrare coerenza nella roadmap.

3) Come presentare il TRL nella domanda in modo impeccabile

La sezione TRL deve contenere tre elementi obbligatori:

A) TRL attuale dichiarato con precisione

Esempio professionale:

“La tecnologia è a TRL 4: il prototipo è stato validato in laboratorio tramite test X, Y, Z (vedi allegati).”

B) Evidenze allegate, nell’allegato C2

Checklist Feeda:

  • screenshot / foto del prototipo
  • schemi e architetture
  • report di test
  • output del sistema
  • link o prove di repository/versioni
  • documenti tecnici sintetici

Senza allegati → il TRL dichiarato non viene considerato affidabile.

C) TRL target e roadmap verso TRL 9 (entro 12 mesi)

È ciò che gli esperti vogliono davvero vedere:

  • milestone mensili o trimestrali
  • attività collegate a ogni passaggio di TRL
  • spese collegate alle milestone
  • deliverable chiari e verificabili

Esempio professionale:

“Entro i 12 mesi previsti dal bando, il progetto raggiungerà TRL 9 grazie a:
– test in ambiente rilevante (M4–M6)
– integrazione componenti mancanti (M6–M9)
– certificazione e validazione finale (M9–M12).”

Abbiamo scritto un articolo su Ket e TRL per il Tecnonidi qui

Spese ammissibili Tecnonidi: investimenti e costi di funzionamento (con esempi concreti)

Le spese ammissibili sono uno degli elementi più importanti del bando Tecnonidi e, allo stesso tempo, una delle principali cause di esclusione.
Il motivo è semplice: non tutte le spese “tecniche” sono considerate coerenti con l’obiettivo del bando e i limiti quantitativi sono molto precisi.

Questa sezione riprende in modo chiaro e completo ciò che è indicato nell’Avviso ufficiale e nei documenti di istruttoria, traducendolo in un linguaggio operativo e immediato.

Struttura generale delle spese: due categorie distinte

Tecnonidi distingue due macro-categorie di spese, ognuna con percentuali e logiche differenti.

Investimenti (attivi materiali e immateriali)

  • Agevolazione: 80%
  • Natura dell’aiuto: 40% fondo perduto + 40% prestito
  • Importo: minimo 25.000 €, massimo 250.000 €

Costi di funzionamento (conto esercizio)

  • Agevolazione: 80%
  • Natura dell’aiuto: 80% fondo perduto reale
  • Importo massimo: 100.000 €

📌 Il valore totale del progetto deve essere tra 50.000 € e 350.000 €.
Se non rispetti questa fascia, la domanda viene automaticamente respinta.

Schema agevolazioni Tecnonidi: 40% fondo perduto, 40% prestito per costi di investimento. 80% a fondo perduto su costi di funzionamento”

Spese per investimenti: cosa puoi realmente finanziare (lista ufficiale + esempi pratici)

Gli investimenti ammissibili sono quelli necessari a sviluppare, prototipare, testare o industrializzare la tua tecnologia.

Ecco le voci previste dall’Avviso, con interpretazione operativa Feeda.

1. Attrezzature, macchinari, impianti, arredi e automezzi tecnici

Requisiti:

  • devono essere nuovi di fabbrica
  • acquistati da terzi indipendenti
  • destinati esclusivamente all’attività legata al progetto

Esempi ammissibili:

  • stampante 3D professionale per prototipazione
  • robot collaborativo per linea pilota
  • strumentazione per test (sensori, spettrometri, hardware IoT)
  • workstation ad alte prestazioni per sviluppo AI
  • automezzo tecnico per attività produttive

Non ammissibili: autovetture non tecniche, beni usati, leasing, beni multifunzione a uso promiscuo.

2. Opere edili e assimilate

Ammesse solo se strettamente funzionali all’installazione degli impianti o alla realizzazione del laboratorio.

📌 Limite massimo: 30% del totale investimenti.
Superarlo significa un taglio automatico della spesa.

Esempi ammissibili:

  • adeguamento impianti elettrici per laboratorio
  • realizzazione di area clean-room
  • messa a norma impiantistica per apparecchiature tecnologiche

Non ammissibili:

  • ristrutturazioni generiche
  • restyling estetici
  • opere non collegate alla tecnologia

3. Attivi immateriali: software, licenze, brevetti, tecnologie

Ammissibili se:

  • acquistati a condizioni di mercato
  • utilizzati esclusivamente dall’impresa
  • ammortizzabili
  • necessari allo sviluppo della tecnologia

Esempi ammissibili:

  • licenze software per ambienti di sviluppo (MATLAB, CAD/CAM, TensorFlow enterprise)
  • acquisto algoritmi proprietari
  • licenze firmware o componenti elettroniche specifiche
  • brevetti e diritti di proprietà intellettuale

Spese di funzionamento: cosa puoi coprire con fondo perduto all’80%

I costi di funzionamento sono uno dei grandi vantaggi di Tecnonidi:
👉 qui l’agevolazione è 80% fondo perduto reale.

Massimale: 100.000 €.

1. Personale dipendente tecnico

Ammissibili le retribuzioni al netto, escluso il costo dell’amministratore.

Esempi:

  • ingegnere elettronico
  • data scientist
  • sviluppatore software
  • tecnico di laboratorio

2. Locazione della sede operativa o uffici temporanei

Ammessi contratti di locazione regolarmente registrati.

3. Utenze: energia, acqua, telefonia, internet

Devono essere riferibili esclusivamente alla sede operativa coinvolta nel progetto.

4. Servizi IT e abbonamenti cloud (voce molto usata)

Ammissibili:

  • server dedicati e hosting cloud
  • abbonamenti SaaS
  • piattaforme di sviluppo
  • API a pagamento
  • tool di analisi dati
  • servizi SEO e posizionamento tecnico (se funzionali al go-to-market tecnologico)

5. Servizi di marketing digitale e web marketing

Ammessi se coerenti con il lancio della tecnologia:

  • campagne paid
  • SEO tecnica
  • advertising mirato
  • contenuti tecnici per il go-to-market

📌 Nota Feeda: questo è uno dei pochissimi bandi regionali che finanzia realmente il marketing digitale, purché collegato alla tecnologia.

6. Consulenze per innovazione e supporto tecnico

Massimo complessivo: 30.000 €.

Ammissibili:

  • test e validazioni
  • benchmark tecnologici
  • consulenze su proprietà intellettuale
  • verifiche di laboratorio
  • certificazioni di sicurezza
  • consulenza specialistica su KET / TRL

7. Partecipazione a fiere (solo la prima fiera specializzata)

Ammissibili:

  • locazione stand
  • allestimenti
  • servizi tecnici
  • logistica collegata

Spese non ammissibili (errori che portano alla bocciatura)

Secondo l’avviso ufficiale, NON sono ammissibili:

  • ❌ spese relative ad attività non tecnologiche
  • ❌ costo dell’amministratore
  • ❌ IVA recuperabile
  • ❌ acquisto di immobili e terreni
  • ❌ autovetture non tecniche
  • ❌ beni usati
  • ❌ leasing e interessi bancari
  • ❌ forniture “chiavi in mano”
  • ❌ acquisti da soci, parenti o soggetti collegati
  • ❌ beni ad uso promiscuo
  • ❌ spese fuori dai limiti minimi/massimi

Come strutturare un budget che passa l’istruttoria (metodo Feeda)

Dalla nostra esperienza diretta, un budget Tecnonidi è solido quando:

  • ✔ ogni voce di spesa è motivata e coerente con la tecnologia
  • ✔ le opere edili sono ≤ 30%
  • ✔ il personale è tecnico e assegnato al progetto
  • ✔ il funzionamento non è sovrastimato
  • ✔ gli investimenti non includono voci generiche o superflue
  • ✔ ogni preventivo è dettagliato e coerente con le milestone

Errori più comuni nelle spese (che portano a tagli o respingimenti)

  • ❌ preventivi generici (“software gestionale”, “consulenza generica”)
  • ❌ spese di marketing scollegate dal prodotto tecnologico
  • ❌ attrezzature non coerenti con gli obiettivi del progetto
  • ❌ costi legati ad attività commerciali tradizionali
  • ❌ acquisti da fornitori collegati (soci, parenti, partecipate)

Come fare domanda su Sistema Puglia: guida passo-passo

La procedura Tecnonidi, di per sé, non è complicata.
Quello che fa davvero la differenza è la precisione con cui prepari i documenti e compili i campi su Sistema Puglia.

Qui trovi la versione operativa della procedura, esattamente come la spieghiamo ai clienti durante la co-progettazione.

1. Prerequisiti necessari prima di iniziare

Prima di accedere alla piattaforma, verifica di avere già pronti:

  • SPID, CIE o CNS attivi
    Obbligatori per accedere all’area riservata di Sistema Puglia.
  • Firma digitale
    Ti servirà per firmare sia la domanda preliminare sia l’istanza definitiva.
  • PEC aziendale
    Tutte le comunicazioni ufficiali arrivano via PEC: è importante che sia attiva e presidiata.
  • Bilancio o situazione economica aggiornata
    Serve per verificare la dimensione d’impresa e il rispetto dei requisiti formali.
  • Statuto + atto costitutivo (per Srl/Srls)
    Andranno caricati tra i documenti societari in piattaforma.
  • Sede operativa individuata in Puglia
    Requisito obbligatorio ai sensi dell’avviso: devi dimostrare di avere la disponibilità di una sede in Puglia (va bene anche un coworking, purché risulti formalmente disponibile all’impresa).

2. La domanda si svolge in due fasi: preliminare + istanza definitiva

Uno degli errori più comuni è pensare che ci sia “una sola domanda”.
In realtà Tecnonidi prevede due step distinti, entrambi fondamentali:

  1. Domanda preliminare
  2. Istanza definitiva

Fase 1 – Domanda preliminare

È la parte più importante dell’intero iter: rappresenta la candidatura tecnica e costituisce la base su cui lavorano gli esperti.

Si compila esclusivamente online su:
👉 www.sistema.puglia.it/tecnonidi

All’interno della domanda preliminare devi inserire:

1. Descrizione dell’impresa

  • forma giuridica (solo società di capitali)
  • data di costituzione (≤ 5 anni)
  • codice ATECO prevalente
  • composizione della compagine societaria

2. Descrizione del progetto tecnologico

  • problema che intendi risolvere
  • soluzione proposta
  • tecnologia centrale (e relativa KET)
  • livello TRL e principali evidenze a supporto

3. Piano degli investimenti e dei costi di funzionamento

  • elenco delle spese previste
  • motivazione tecnica di ogni voce
  • milestone tecnologiche e di go-to-market
  • TRL in ingresso e TRL atteso a fine progetto

4. Piano economico-finanziario

  • copertura dell’investimento
  • sostenibilità dei costi nel tempo
  • ipotesi di ricavi e margini

5. Documenti da allegare

  • statuto + atto costitutivo
  • visura camerale aggiornata
  • preventivi di spesa chiari e dettagliati
  • certificazioni, test, prototipi (se disponibili)
  • DSAN antimafia

Questa fase si conclude con l’invio telematico e la firma digitale.

Cosa succede dopo l’invio della domanda preliminare

Dopo l’invio, si attivano due tipi di verifica:

  • Verifica formale da parte di Puglia Sviluppo
  • Valutazione tecnica da parte degli esperti, che analizzano in particolare:
    • il grado di innovazione
    • la coerenza con le KET dichiarate
    • il TRL effettivo
    • la qualità e le competenze del team
    • l’impatto potenziale del progetto
    • la sostenibilità economica e finanziaria

L’esito può essere:

  • ammissibile
  • da integrare (richiesta di chiarimenti o documenti aggiuntivi)
  • respinto

Se il progetto viene giudicato ammissibile, si passa alla Fase 2.

Fase 2 – Istanza definitiva

È la fase amministrativa e finanziaria, che conferma formalmente la richiesta di agevolazione.

Deve contenere:

  • versione aggiornata del piano d’investimento
    (inclusi eventuali adeguamenti richiesti dagli esperti nella fase preliminare)
  • documenti di identità e dichiarazioni integrative richieste
  • contratti, preventivi, progetti tecnici e allegati aggiornati
  • piano temporale con milestone sia sugli investimenti sia sui costi di funzionamento
  • indicazione del conto corrente dedicato su cui effettuare i movimenti legati al progetto

Dopo la presentazione dell’istanza definitiva, Puglia Sviluppo può rilasciare:

  • la D.D.S. – Determinazione di concessione,
    che autorizza formalmente l’inizio delle spese.

Solo da quel momento le spese diventano ammissibili ai fini del contributo.
Se invece la domanda non supera questa fase, la misura può essere rigettata.

3. Checklist completa prima dell’invio (versione Feeda)

Questa è la checklist operativa che utilizziamo con i nostri clienti prima di premere “invio”:

  • Hai evidenze chiare del tuo TRL attuale?
  • Hai scelto l’area S3 corretta per il progetto?
  • Hai preparato i preventivi per costi di investimento, in modo dettagliato, tecnico e chiaro?
  • Il progetto, così strutturato, porta la tecnologia verso il TRL 9?
  • Hai definito milestone tecniche chiare e misurabili?
  • La sede operativa è effettivamente in Puglia e dimostrabile?

Se anche una sola risposta è “no”, ti conviene rivedere la domanda prima dell’invio.

4. Errori frequenti in domanda (e come evitarli)

Basato sui casi reali segnalati dagli esperti di istruttoria.

❌ Errore 1 – Dichiarare una tecnologia innovativa senza evidenze

Soluzione: allega sempre test, prototipi, schemi, screenshot, report di validazione.
Il valutatore si basa su ciò che vede, non su ciò che dichiari.

❌ Errore 2 – Budget incoerente o sovrastimato

Esempio: spese superflue, opere edili oltre il 30%, costi non direttamente connessi alla tecnologia.

Soluzione: collega ogni voce di spesa a una precisa milestone tecnologica e verifica i limiti dell’avviso.

❌ Errore 3 – Documenti incompleti o mancanti

Un documento mancante può rallentare molto l’iter, perché richiede integrazioni e ulteriori verifiche.

Soluzione: usa sempre una checklist documentale e controlla più volte prima di inviare.

❌ Errore 4 – Prototipo/validazione non dimostrabile

Il valutatore valuta ciò che puoi provare, non ciò che prometti.

Soluzione: inserisci allegati concreti (foto, video, report, output, risultati di test) che mostrino il funzionamento reale della tecnologia.

❌ Errore 5 – Descrivere il progetto solo in termini tecnici o solo commerciali

Tecnonidi finanzia tecnologia, ma pretende anche un piano d’impresa sostenibile e credibile.

Soluzione: bilancia la parte tecnica (KET, TRL, roadmap) con una parte economico-finanziaria solida (modello di business, mercati, ricavi attesi).

La regola d’oro Feeda per superare l’istruttoria

👉 La parte tecnica pesa più della parte economica.

La domanda deve rispondere a tre domande chiave:

  1. La tecnologia esiste davvero?
  2. È sufficientemente matura per essere industrializzata?
  3. Genera un vantaggio competitivo misurabile?
Iter Tecnonidi su Sistema Puglia: domanda preliminare, valutazione tecnica, istanza definitiva, concessione

Tempi, valutazione e criteri di punteggio

Una delle domande più frequenti da parte di startup e imprenditori è:
“Quanto tempo ci vuole per ottenere Tecnonidi e quali criteri usa la Regione per valutare il mio progetto?”

La parte tecnica pesa molto più dei tempi amministrativi: se il progetto è solido e ben documentato, la valutazione scorre in modo lineare; se è debole su KET, TRL o area S3, richieste di integrazione sono quasi certe.

Tempistiche: quanto dura la procedura Tecnonidi

Le fasi standard sono suddivise come segue.

Fase 1 — Domanda preliminare → valutazione tecnica

Durata: 60–90 giorni

Cosa succede in questa fase:

  • controllo di ammissibilità formale
  • valutazione tecnica dell’innovazione
  • verifica della KET
  • analisi del TRL
  • analisi del budget
  • eventuali richieste di integrazione

Fase 2 — Istanza definitiva

Durata: 15–30 giorni

Include:

  • colloquio con il team davanti agli esperti di Puglia Sviluppo
  • conferma dei preventivi
  • validazione del piano finanziario

Solo dopo il verbale di colloquio si ottiene il CUP, che autorizza l’avvio delle spese.

Fase 3 — Provvedimento di concessione e contratto di finanziamento

Durata: 30–40 giorni

Include:

  • verifica amministrativa di impresa e soci
  • rilascio della D.D.S. (determinazione di concessione)
  • rilascio del contratto di finanziamento

Fase 4 — Realizzazione del progetto

Durata massima: 12 mesi dalla prima erogazione
(prorogabili solo con motivazione approvata)

Fase 5 — Rendicontazione

La rendicontazione segue i diversi SAL previsti, riportati di seguito nella tabella e divisi per tipologia di spesa:

Rendicontazione e Erogazione per Investimenti (Conto Impianti)

Le agevolazioni in conto impianti (che includono prestito rimborsabile e sovvenzione) sono erogate in tre soluzioni. Ogni successiva erogazione è vincolata alla rendicontazione delle spese sostenute e pagate fino a quel momento:


ErogazioneImportoCondizioni di RendicontazioneDocumentazione Richiesta
Prima Erogazione25% delle agevolazioni concesse (prestito rimborsabile).Richiesta contestualmente alla sottoscrizione del contratto di concessione.✔ Modulistica specifica ✔ modulo SDD di autorizzazione permanente di addebito.
Seconda Erogazione (SAL)Ulteriore 50% delle agevolazioni concesse (prioritariamente prestito rimborsabile).Si può richiedere solo dopo aver dimostrato di aver realizzato e pagato almeno il 40% degli investimenti totali ammessi. La richiesta deve avvenire entro 6 mesi dalla prima erogazione.✔Scheda riepilogativa, copie delle fatture/titoli di spesa (min. 40%), ✔ estratti conto bancari che attestano il pagamento ✔ attestazione di registrazione regolare delle fatture da professionista abilitato, ✔ documentazione fotografica dei beni installati✔ (se presenti) autorizzazione amministrativa per opere edili.
Terza Erogazione (Saldo)Saldo (25%) delle agevolazioni concesse.Si può richiedere solo dopo aver dimostrato di aver realizzato e pagato almeno l’80% degli investimenti totali ammessi e aver completato gli adempimenti amministrativi per l’avvio dell’attività. La richiesta deve avvenire entro 12 mesi dalla prima erogazione, o 6 mesi dalla seconda.✔ richiede documentazione (fatture/pagamenti) fino all’80%; ✔ documentazione fotografica e video dei beni installati.
Completamento Finale(Non è un’erogazione, ma un adempimento cruciale).Entro 30 giorni dalla data di liquidazione della terza erogazione, l’impresa deve dimostrare di aver realizzato e pagato la totalità (100%) degli investimenti ammessi.✔ Comunicazione di completamento ✔ scheda riepilogativa (100%), ✔ polizza assicurativa triennale sui beni materiali agevolati (contro incendio/furto),  ✔copie delle fatture e pagamenti (100%)✔ documentazione attestante la fine lavori per opere edili.
Rendicontazione e Erogazione per Costi di Funzionamento (Conto Esercizio)

Le sovvenzioni in conto esercizio vengono erogate in più momenti:

  1. Anticipazione (40%): Può essere richiesta con la presentazione di una polizza fideiussoria o fideiussione bancaria.
  2. Prima Erogazione (in alternativa all’Anticipazione): Richiesta a fronte della dimostrazione di spese di funzionamento pari ad almeno il 40% dell’importo agevolato.
  3. Seconda Erogazione: A fronte della dimostrazione di spese pari a un ulteriore 40%.
  4. Saldo (Restante importo): Deve essere richiesto entro 12 mesi dalla prima erogazione, dimostrando la realizzazione e il pagamento di tutte le spese di funzionamento.

Condizione Cruciale per il Saldo: Il saldo delle agevolazioni in conto esercizio sarà erogato solo dopo il completamento, con esito positivo, della verifica che accerta che l’impresa abbia completato e pagato la totalità degli investimenti agevolati (Conto Impianti). 

Abbiamo scritto un articolo completo su come svolgere la rendicontazione di progetti, qui.

In sintesi: quanto dura tutto il percorso Tecnonid

  • 👉 4–8 mesi per ottenere la concessione
  • 👉 12 mesi per completare il progetto
  • 👉 1–2 mesi per chiudere la rendicontazione

Criteri di valutazione: come viene analizzato il tuo progetto

L’avviso è molto chiaro: per essere ammessa, la domanda deve ottenere:

  • punteggio minimo: 18 punti
  • nessuna area con punteggio inferiore a 5

La valutazione non è generica, ma strutturata in sei aree tecniche precise.

Le 6 aree di valutazione tecniche

1) Carattere innovativo del progetto (peso centrale)

Gli esperti verificano:

  • presenza di almeno una KET
  • innovazione rispetto allo stato dell’arte
  • differenziazione rispetto ai competitor
  • eventuale proprietà intellettuale / tecnologia proprietaria
  • contributo alla strategia S3 Puglia 2030

2) Qualità del team

Valutano:

  • competenze tecniche dei soci
  • esperienza nel settore
  • coerenza delle skill rispetto al progetto
  • presenza di partner tecnologici
  • governance e chiarezza dei ruoli

3) Qualità del progetto e fattibilità tecnica

Gli esperti analizzano:

  • maturità attuale (TRL)
  • milestone chiare e realistiche
  • documentazione tecnica coerente
  • capacità di raggiungere TRL 9 entro i 12 mesi previsti dal bando

Errore da evitare: timeline irrealistiche
(es. TRL 3 → TRL 9 in 6 mesi).

4) Impatto economico e industriale

Criteri considerati:

  • creazione di valore
  • accesso a nuovi mercati
  • scalabilità della tecnologia
  • capacità di attrarre investimenti futuri
  • sostenibilità del modello di business

Nota Feeda:
Anche se è un bando tecnico, la parte business pesa molto.

5) Contributo alle transizioni verde e digitale

Valutano la coerenza con:

  • sostenibilità ambientale
  • economia circolare
  • digitalizzazione dei processi e dei prodotti
  • riduzione consumi e sprechi
  • tecnologie con impatti ESG

6) Coerenza dimensionale e sostenibilità economico-finanziaria

Verificano che:

  • il budget sia coerente
  • il cofinanziamento sia adeguato
  • le spese siano pertinenti e proporzionate
  • i preventivi siano realistici
  • la crescita prevista sia sostenibile

Come ottenere un punteggio elevato (linea guida Feeda)

Dalla nostra esperienza in progettazione, i progetti che superano la valutazione tecnica hanno quattro caratteristiche ricorrenti:

  1. Tecnologie realmente proprietarie
    Non funzionalità generiche, ma componenti tecniche sviluppate internamente.
  2. TRL dichiarato con prove reali
    Screenshot, test, demo, schemi hardware, report tecnici.
  3. Roadmap coerente con il raggiungimento del TRL 9
    Milestone tecniche chiare, verificabili e proporzionate.
  4. Budget allineato alle milestone
    Ogni voce di spesa è collegata a un avanzamento tecnologico e alla strategia di go-to-market.

Come evitare penalizzazioni di punteggio

Gli esperti penalizzano con decisione i progetti che presentano:

  • ❌ descrizioni generiche della tecnologia
  • ❌ software standard o servizi non tecnologici
  • ❌ mancanza di evidenze TRL
  • ❌ budget “pompati” o non giustificati tecnicamente
  • ❌ consulenze non motivate o non coerenti con l’innovazione

Perfetto, ti sviluppo ora la sezione:

H2 – Confronto: NIDI o Tecnonidi? Differenze, casi d’uso ed esempi pratici

La scrivo già in stile Gutenberg, con struttura H2 / H3 / H4 ben chiara così puoi impostare facilmente i livelli di titolo nell’editor.

Confronto: NIDI o Tecnonidi? Differenze, casi d’uso ed esempi pratici

NIDI e Tecnonidi sono i due strumenti più conosciuti della Regione Puglia per sostenere nuove imprese, ma nascono con obiettivi molto diversi. Per un focus maggiore, puoi consultare il nostro articolo completo

Molti imprenditori ci contattano proprio con questa domanda:

“Mi conviene NIDI o Tecnonidi?”

In questa sezione vediamo:

  • le differenze strutturali tra i due bandi,
  • i casi d’uso tipici,
  • alcuni esempi pratici per capire subito dove ti posizioni.

NIDI e Tecnonidi: perché è facile confondersi

A livello comunicativo, entrambi:

  • sono bandi regionali pugliesi;
  • prevedono una combinazione di contributo a fondo perduto e prestito;
  • si rivolgono a micro e piccole imprese.

Ma:

  • NIDI è pensato per avviare attività tradizionali e progetti di autoimpiego;
  • Tecnonidi è pensato per sviluppare prodotti e servizi tecnologici innovativi.

Se il tuo progetto non ha un contenuto tecnologico forte, sei quasi certamente in area NIDI, non Tecnonidi.

Le differenze strutturali tra NIDI e Tecnonidi

Obiettivo del bando

  • NIDI
    Sostenere l’avvio di nuove microimprese (commercio, artigianato, servizi, piccola ricettività, ecc.), con forte attenzione a giovani, donne e soggetti svantaggiati.
  • Tecnonidi
    Sostenere la crescita di imprese che sviluppano tecnologie innovative: software, hardware, IoT, biotech, nuovi materiali, piattaforme digitali, ecc.

Tipo di attività

  • NIDI
    Attività tradizionali: negozi, studi professionali, ristorazione, servizi alla persona, artigianato, B&B, ecc.
  • Tecnonidi
    Attività tecnologiche: piattaforme SaaS, dispositivi IoT, soluzioni AI, prototipi hardware, processi biotech, prodotti basati su KET.

Forma giuridica e destinatari

  • NIDI
    Ammesse anche ditte individuali, società di persone, società di capitali, cooperative.
    Target: neo-imprenditori, disoccupati, donne, giovani.
  • Tecnonidi
    Ammesse solo società di capitali (Srl, Srls, Spa, ecc.) con meno di 5 anni di vita.

Innovazione tecnologica richiesta

  • NIDI
    Non richiede innovazione tecnologica. L’attività può essere tradizionale.
  • Tecnonidi
    L’innovazione tecnologica è obbligatoria:
    • uso di almeno una KET
    • livello TRL ≥ 4
    • coerenza con Aree S3 Puglia.

Dimensione investimento

  • NIDI
    Ticket più piccolI (es. 10.000 – 150.000 €, con qualche estensione in casi particolari).
  • Tecnonidi
    50.000 – 350.000 € di investimento complessivo.

Complessità istruttoria

  • NIDI
    Istruttoria principalmente economico-amministrativa.
  • Tecnonidi
    Istruttoria tecnico-scientifica: valutazione di tecnologia, KET, TRL, roadmap, impatto.

Casi d’uso: quando scegliere NIDI, quando scegliere Tecnonidi

Quando ha più senso scegliere NIDI

Scegli NIDI se:

  • vuoi aprire un’attività tradizionale (negozio, bar, piccolo laboratorio, studio, servizi);
  • non hai una tecnologia proprietaria o un prototipo;
  • sei all’inizio e vuoi metterti in proprio;
  • il tuo investimento è inferiore a ~150.000 €;
  • il fulcro del progetto è commerciale o di servizio, non tecnologico.

Esempi tipici:

  • centro estetico;
  • piccola officina;
  • studio fotografico;
  • B&B tradizionale;
  • negozio fisico di prossimità.

Quando ha più senso scegliere Tecnonidi

Scegli Tecnonidi se:

  • stai sviluppando un prodotto o servizio tecnologico;
  • hai già un prototipo funzionante (TRL ≥ 4);
  • l’idea integra una KET (AI, IoT, elettronica, materiali avanzati, biotech, ecc.);
  • sei già una società di capitali con meno di 5 anni;
  • il tuo investimento è tra 50.000 e 350.000 €;
  • il focus è industrializzare e portare al mercato una tecnologia.

Esempi tipici:

  • piattaforma SaaS con algoritmi proprietari;
  • dispositivo IoT con PCB custom e sensoristica;
  • tecnologia biotech per recupero scarti;
  • sistema di visione artificiale per industria;
  • app/servizio digitale basato su AI, non replicabile con software standard.

Esempi pratici: in quale bando rientri?

Esempio 1 – Negozio fisico vs piattaforma digitale

  • Vuoi aprire un negozio di abbigliamento in centro città?
    👉 NIDI
  • Stai sviluppando una piattaforma digitale innovativa per il fashion (es. algoritmi di raccomandazione, prova virtuale, supply chain data-driven)?
    👉 Tecnonidi

Esempio 2 – Studio di consulenza vs prodotto tech

  • Vuoi aprire uno studio di consulenza classico (marketing, legale, amministrativo)?
    👉 NIDI
  • Vuoi costruire un software proprietario che automatizza analisi predittiva di dati di web marketing, mediante l’uso di AI.

Abbiamo scritto un articolo intero, dedicato all’argomento. Se ti interessa approfondire, puoi trovarlo qui.

Se sei alla ricerca di agevolazioni e bandi per il tuo progetto, tieni d’occhio la sezione dedicata ai bandi e finanziamenti della Regione Puglia all’interno del nostro sito. Pubblichiamo periodicamente tutte le agevolazioni promosse!

Realizza la tua idea!
Non sei sicuro di avere i requisiti giusti per partecipare a questo bando?

SEZIONE — FAQ

1) Devo essere per forza una startup innovativa per partecipare a Tecnonidi?

No. Puoi partecipare anche se non sei startup innovativa, purché rispetti almeno uno di questi requisiti:
– hai sostenuto costi di R&S ≥10% in uno degli ultimi 3 anni;
– un esperto esterno può attestare che svilupperai prodotti/servizi/processi nuovi o sensibilmente migliorati.
(Fonte: Avviso Tecnonidi, requisiti di innovatività )

2) Le ditte individuali possono accedere a Tecnonidi?

No. Il bando è riservato esclusivamente a società di capitali (S.r.l., S.r.l.s., S.p.A., S.a.p.a., S.c.p.a.).
(Fonte: Requisiti formali dell’impresa )

3) La mia impresa ha più di 5 anni: posso partecipare?

No. L’impresa deve essere iscritta al Registro Imprese da meno di 5 anni.
(Fonte: requisiti anagrafici dell’impresa )

4) Posso partecipare se la mia attività è “tradizionale”?

No se non è tecnologica.
Tecnonidi ammette solo iniziative basate su tecnologia avanzata, coerenti con una KET e con le Aree S3.
Attività commerciali, ristorazione, turismo e servizi generici sono esclusi, tranne l’e-commerce innovativo.
(Fonte: elenco settori esclusi )

5) Posso partecipare se non ho ancora sede in Puglia?

Sì, a condizione che la sede operativa in Puglia sia attiva entro la presentazione della domanda preliminare.
(Fonte: requisito localizzativo obbligatorio )

6) Se ho distribuito utili in passato, sono escluso?

Sì. Anche una sola distribuzione di utili rende l’impresa non ammissibile.
(Fonte: cause di esclusione )

7) È obbligatorio avere almeno una KET per partecipare?

Sì. Le KET sono un requisito strutturale: non sono “facoltative”.
Senza almeno una tecnologia abilitante riconosciuta il progetto non è ammissibile.
(Fonte: requisiti tecnici – KET, analisi dei competitor e Avviso ufficiale )

8) Qual è il TRL minimo richiesto per Tecnonidi?

Non viene fissato un TRL minimo numerico, ma nella pratica i progetti devono essere almeno a TRL 4–5 (validazione in ambiente rilevante).
Progetti a TRL 1–3 (idea o laboratorio) non superano la valutazione.
(Fonte: analisi istruttorie, documento TRL dell’utente )

9) Come posso dimostrare il TRL nella domanda?

Devi presentare evidenze concrete:
– prototipi;
– test funzionali;
– report di laboratorio;
– architetture software;
– schemi elettronici;
– demo, screenshot o PoC.
Gli esperti valutano ciò che puoi dimostrare, non ciò che dichiari.
(Fonte: criteri di valutazione tecnica )

10) Basta dire che uso “l’Intelligenza Artificiale” per soddisfare la KET ICT?

No. Scrivere “usiamo AI” non basta.
Nella valutazione chiedono:
– quale modello?
– con quale dataset?
-qual è la funzione core?
– cos’ha di proprietario?
(Fonte: errori frequenti nell’istruttoria tecnica )

11) Quanto finanzia Tecnonidi in totale?

L’aiuto è l’80% delle spese ammissibili, così suddiviso:
40% fondo perduto su investimenti
-40% prestito rimborsabile su investimenti
80% fondo perduto sui costi di funzionamento
Massimali:
-250.000 € investimenti
-100.000 € funzionamento
max 350.000 € progetto totale
(Fonte: scheda agevolazione ufficiale )

12) Il prestito di Tecnonidi ha interessi?

Il prestito è a tasso fisso, generalmente prossimo allo 0%, con durata 60 mesi + 6 di preammortamento.
(Fonte: condizioni del finanziamento ufficiali )

13) I costi del personale sono ammissibili?

Sì, ma solo quelli del personale escluso l’amministratore. I soci sono ammissibili fra i costi di funzionamento, solo se inquadrati come soci lavoratori
(Fonte: spese di funzionamento ammissibili )

14) Posso includere spese di marketing e software?

Sì. Sono ammissibili:
– servizi web marketing;
– abbonamenti cloud;
– SEO;
– licenze software.
Limitati comunque al massimale dei costi di funzionamento.
(Fonte: elenco costi di funzionamento )

15) L’IVA è ammissibile?

No, se recuperabile.
(Fonte: spese non ammissibili )

16) Quando posso iniziare a sostenere le spese?

Solo dopo la Determinazione di Concessione (D.D.S.), che si ottiene al termine del colloquio.
Spese effettuate prima → non valide.
(Fonte: modalità di presentazione e avvio spese )

17) Quanto dura la valutazione della domanda?

In media:
60–90 giorni per la domanda preliminare;
15–30 giorni per l’istanza definitiva;
4–8 mesi per arrivare alla concessione.
(Fonte: analisi tempistiche ufficiali e istruttorie reali )

18) Quali documenti servono per la domanda preliminare?

I principali:
– statuto + atto costitutivo;
– visura camerale aggiornata;
– preventivi dettagliati;
– documenti tecnici (TRL, KET, prototipi);
– business plan;
– PEC;
– firma digitale.
(Fonte: procedura di domanda e checklist ufficiale )

19) Cosa controllano gli esperti tecnici durante la valutazione?

Controllano:
– innovazione e presenza KET;
– livello TRL;
– coerenza con Area S3;
– qualità del team;
– fattibilità tecnica;
– coerenza budget–milestone.
(Fonte: criteri di valutazione tecnica )

20) Quali sono gli errori più frequenti che portano alla bocciatura?

Gli errori più comuni:
– KET dichiarata ma non dimostrata;
– TRL non provato con documenti;
– Spese incoerenti con la roadmap;
– Preventivi generici e poco dettagliati;
– Attività non tecnologica.
(Fonte: errori ricorrenti nelle istruttorie )

21) Le spese devono avere tutte un importo minimo?

Sì: la maggior parte dei titoli di spesa deve avere importo imponibile ≥ 500 €.
(Fonte: requisiti di rendicontazione e limiti minimi )

22) Quanto dura la fase di realizzazione del progetto?

Massimo 12 mesi dalla prima erogazione (prorogabili).
(Fonte: tempi di realizzazione ufficiali )

23) Serve un conto corrente dedicato?

Sì, è richiesto un conto dedicato per garantire la tracciabilità dei pagamenti.
(Fonte: documentazione finanziaria per l’istanza definitiva )

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Documenti ufficiali Tecnonidi (PDF e link utili)

Per lavorare sul tuo progetto in modo preciso e senza interpretazioni errate, è fondamentale utilizzare sempre i documenti ufficiali del bando Tecnonidi. Di seguito trovi l’elenco completo delle fonti istituzionali da consultare prima di presentare la domanda.


1. Avviso pubblico Tecnonidi (PDF ufficiale)

È il documento principale del bando e contiene tutte le informazioni fondamentali:

  • requisiti dell’impresa
  • criteri di valutazione
  • intensità dell’aiuto
  • spese ammissibili
  • vincoli di rendicontazione
  • struttura delle due fasi di domanda
  • indicazioni su KET, TRL e Aree S3

È essenziale leggerlo prima di iniziare la compilazione, perché definisce ciò che gli esperti verificheranno durante l’istruttoria.

Fonte: Regione Puglia – Sistema Puglia (sezione Tecnonidi)
Link: https://www.sistema.puglia.it/portal/page/portal/SistemaPuglia/tecnonidi


2. FAQ ufficiali Tecnonidi

Le FAQ pubblicate dalla Regione spiegano in modo chiaro diversi aspetti che generano spesso errori in fase di presentazione, tra cui:

  • requisiti di innovatività
  • spese ammissibili e non ammissibili
  • criteri di valutazione
  • tempistiche
  • documenti da allegare

Sono uno strumento fondamentale per evitare esclusioni dovute a dettagli formali.

Fonte: Sistema Puglia – Sezione FAQ Tecnonidi


3. Documento ufficiale Aree di Innovazione S3 Puglia 2030 + KET

È uno dei documenti più importanti per la parte tecnica della domanda, perché contiene:

  • le tre Aree di Innovazione S3 Puglia
  • l’elenco completo delle KET riconosciute
  • esempi applicativi
  • priorità tecnologiche regionali

Il tuo progetto deve necessariamente:

  • rientrare in almeno una delle tre Aree S3
  • dimostrare di utilizzare almeno una KET

Per questo motivo il documento è decisivo nella valutazione.

Fonte istituzionale: https://s3.regione.puglia.it

(Le informazioni sono anche sintetizzate nel file che hai allegato: “Tecnonidi_2_KET_TRL.docx”.)


4. Regolamenti UE su TRL e KET

Per chi vuole approfondire gli aspetti tecnici o possiede tecnologie particolarmente avanzate, è utile consultare anche le fonti europee ufficiali.

Scala TRL – Commissione Europea
Contiene la definizione formale dei livelli TRL 1–9.
https://research-and-innovation.ec.europa.eu

Policy sulle Key Enabling Technologies (KET)
Linee guida su microelettronica, fotonica, materiali avanzati, nanotecnologie, biotecnologie industriali, sistemi manifatturieri avanzati.
https://ec.europa.eu/growth/industry/policy/key-enabling-technologies


5. Piattaforma ufficiale per presentare la domanda: Sistema Puglia

Tutta la procedura avviene esclusivamente online, tramite il portale regionale.

Link: https://www.sistema.puglia.it

Prima di iniziare, è consigliabile:

  • avere SPID, CIE o CNS attivi
  • verificare i formati e le dimensioni dei file ammessi
  • utilizzare sempre la PEC aziendale
  • preparare una cartella completa con:
    • statuto + atto costitutivo
    • visura aggiornata
    • preventivi dettagliati
    • eventuali documenti tecnici
    • cartella “Documenti societari”
    • cartella “Preventivi”

Altri Bandi Attivi: